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Accoglienza minori in difficoltà, a Piacenza il protocollo emergenza è in “C.a.mino”

Un protocollo di emergenza per far fronte all’accoglienza di minori allontanati dalla propria famiglia.

Una novità proposta dall’associazione C.a.mino, e presentata in prefettura a Piacenza, alla presenza di enti pubblici e rappresentanti delle forze dell’ordine.

L’associazione è composta a sua volta da altre associazioni, e nasce con l’obiettivo di dare una risposta alle esigenze di minori in difficoltà.

“Cerchiamo di abbracciare l’ampio raggio di condizioni di grave disagio determinate dal manifestarsi di violenze subite o assistite, abusi, maltrattamenti fisici e/o psicologici, stati di abbandono, spesso derivanti dall’improvvisa degenerazione della situazione familiare, in cui il minore è inevitabilmente coinvolto” hanno spiegato i referenti dell’associazione.

Attivo 24 ore su 24, C.a.mino risolve i problemi di collocamento del o dalla minore (da solo o con genitore), offrendo al servizio richiedente le disponibilità in tempo reale di un circuito formato da comunità, case famiglia o affido famigliare.

Attualmente il coordinamento è composto da Cooperativa sociale “Kairos” Onlus, Cooperativa sociale “Le Nuvole” Onlus, Cooperativa sociale “La Casa del Fanciullo”, Associazione “La Ricerca” Onlus 1, Associazione “Piccolo Mondo”, Associazione “A.C.I.S.J.F. Protezione della giovane Piacenza”, Associazione “Dalla Parte dei Bambini” Onlus.

Il protocollo, presentato alla presenza del prefetto Maurizio Falco, il questore Pietro Ostuni, Costanza Ceda di Ausl, Maria Pia Romita dirigente della divisione Anti crimine della Questura e Alessandra Tibollo presidente C.a.mino, rappresenta lo strumento operativo che permette agli enti aderenti – senza alcun costo connesso all’adesione alla rete dei sottoscrittori – di delegare la ricerca di un’adeguato collocamento nei casi di sopravvenuta emergenza.

Si tratta di linee operative in gran parte già adottate e standardizzate nella quotidianità dai vari soggetti della rete, cui si stanno aggiungendo ulteriori accordi di collaborazione con le forze dell’ordine per i casi più specifici (allontanamenti dalle comunità, uso di stupefacenti, comportamenti aggressivi o violenti, emergenze sanitarie, …).

“C.a.mino ha dimostrato, risultato per nulla banale, la capacità di soggetti formalmente concorrenti – spiegano i coordinatori – di lavorare insieme e mettersi reciprocamente a disposizione nella lettura e nella risposta ai bisogni di Piacenza e provincia sui problemi connessi a una fascia di popolazione così importante come quella rappresentata dalle giovani generazioni”.

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