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Al Pilastro il ricordo delle vittime della strada “Vita dono sacro” fotogallery

Una funzione religiosa dedicata alle vittime della strada quella celebrata nel santuario della Madonna del Pilastro a Gragnanino (Piacenza) dal vescovo Giorgio Corbellini.

Un appuntamento dedicato ai familiari delle vittime di incidenti stradali, per rinnovare il ricordo e innalzare una preghiera verso chi ogni giorno si trova ad affrontare la strada.

Il rito, alla presenza di tanti sindaci e amministratori, ha visto la riaccensione della lampada votiva all’interno della chiesa: quest’anno il dono dell’olio votivo è arrivato dal Comune di Borgonovo, rappresentato dal sindaco Pietro Mazzocchi.

La vita è dono di Dio ed è sacra – ha detto monsignor Corbellini, che ha ricordato le vittime del disastro di Genova -. La vera tragedia non è commettere il peccato, quanto il non rendersi conto di essere peccatori. Occorre far crescere una maggiore consapevolezza quando si è alla guida.

Tante volte si ha l’impressione che per alcuni non esistano regole, e che questa irresponsabilità mette in pericolo la vita di chi guida e degli altri. E’ compito delle istituzioni stimolare una maggiore presa di coscienza, e chiediamo al Signore di aiutarci in questo, nel comprendere che la vita è dono”.

“In quanto amministratori – aggiunge Pietro Mazzocchi, sindaco di Borgonovo – è nostro compito tutelare la sicurezza pubblica, ma va anche detto chiaramente che questo non fa venir meno la responsabilità dei singolie dei loro comportamenti”.

In chiusura prende la parola il sottotenente Antonio Cirella, comandante del Norm dei carabinieri di Piacenza. Il comandante Cirella ricorda il carabiniere Luca Di Pietra, medaglia d’oro al valor civile, morto quasi 4 anni fa in un incidente stradale mentre era in servizio, scontro che causò anche il grave ferimento del collega Massimo Banci, a sua volta decorato con la medaglia d’oro al valor civile.

“Ciò che causa gli incidenti è il mancato rispetto delle più basilari norme del codice della strada: il limite di velocità, l’obbligo di indossare le cinture o il casco, mettersi al volante sotto l’effetto di alcol e sostanze – afferma -. E poi c’è la distrazione dovuta all’uso dei cellulari, un malcostume che è trasversale, in guidatori di ogni età.

Tanto è vero che, in seguito ad alcuni sinistri, l’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro degli smartphone, per verificare se, al momento dell’incidente, il guidatore fosse al telefono o stesse utilizzando internet”.

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