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Amazon, il Governo a Foti “Assunzione definitiva per 1951 lavoratori che la richiedano”

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Inizia a chiarirsi la nebulosa vicenda che ha coinvolto i lavoratori di Amazon Italia Logistica, da mesi in attesa di capire se rientri nei loro diritti l’ottenimento di un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Infatti, all’accertamento di un uso eccessivo di contratti di lavoro in regime di somministrazione da parte delle aziende, consegue la possibilità prevista dalla legge, per i lavoratori coinvolti di richiedere l’assunzione definitiva.

A luglio Tommaso Foti, deputato di Fratelli d’Italia, aveva chiesto informazioni in merito direttamente al Ministro del Lavoro, e ciò al fine “di sgombrare il campo da posizioni equivoche, più di danno che di aiuto per i lavoratori coinvolti, ai quali nessuno dice se hanno diritto o meno all’assunzione a tempo indeterminato da parte di Amazon”.

Nell’interrogazione Foti chiedeva che venissero fornite anche adeguate giustificazioni in merito alle richieste avanzate da Ugl Terziario, alle quali non erano state date tempestive risposte dal locale Ispettorato del lavoro.

“I rappresentanti di Ugl – si legge nell’interrogazione – hanno un preciso mandato che è stato loro conferito da una parte dei lavoratori interessati dalla vicenda, non si capisce quindi per quale motivo il sindacato non debba potere accedere alle informazioni necessarie alla tutela dei propri iscritti”.

A rispondere ai quesiti posti dal deputato di Fratelli d’Italia ha provveduto, nella preposta commissione parlamentare, il sottosegretario Claudio Cominardi: “I lavoratori somministrati presenti in azienda sono risultati in eccesso, rispetto al limite contrattuale, nel periodo compreso tra luglio e dicembre 2017. Il 4 giugno 2018 – ha spiegato il rappresentante del Governo – e’ stato notificato ad Amazon Italia Logistica un verbale di accertamento di violazione e contestuale applicazione della sanzione pecuniaria”.

Cominardi, rispondendo alle sollecitazioni contenute nell’interrogazione del deputato piacentino, ha quindi aggiunto che “da ulteriori approfondimenti è emerso che sono 1951 i lavoratori somministrati in eccesso rispetto al limite consentito. L’Ispettorato territoriale di Piacenza ha quindi comunicato – a mezzo posta – ai lavoratori coinvolti la possibilità di far valere il proprio diritto al riconoscimento di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato in capo ad Amazon Logistica Srl”.

Quanto alla omessa tempestiva consegna degli atti richiesti da Ugl Terziario, il rappresentante del Governo ha difeso il comportamento dell’Ispettorato del Lavoro, sostenendo che quest’ultimo si sia avvalso di una deroga consentita dalla legge.

Foti ha replicato di essere contento per i lavoratori “che potranno ora richiedere ad Amazon di dare seguito alle previsioni di legge. Tuttavia, se la vicenda fosse stata gestita sin da principio con maggiore chiarezza, si sarebbero evitati a circa 2000 persone estenuanti mesi di incertezza sulla loro sorte lavorativa”.

SODDISFAZIONE DELLA CISL -Felsa Cisl e Fisascat Cisl, esprimono “soddisfazione per quanto dichiarato dal Ministero del Lavoro, che con chiarezza riconosce la fondatezza di tutto quanto le organizzazioni sindacali avevano, da tempo, messo all’attenzione delle autorità competenti e dell’opinione pubblica a tutela dei lavoratori somministrati”.

“Di fronte a queste ulteriori dichiarazioni, che completano l’entità delle assunzioni a tempo indeterminato in modo così significativo, – affermano Mariapaola Mazzoni (Felsa Cisl Piacenza) e Francesca Benedetti (Fisascat Cisl Parma Piacenza) – è venuto il momento per l’azienda Amazon Italia Logistica di prendere atto delle norme vigenti e procedere quindi a regolarizzare le posizioni lavorative delle 1951 persone occupate presso lo stabilimento di Castel San Giovanni, in attesa da ormai diversi anni di una risposta definitiva alla loro condizione di precarietà”.

LA NOTA UGL a firma del segretario regionale Pino De RosaIn merito alla risposta fornita del Ministero del Lavoro all’interrogazione presentata dal deputato piacentino Tommaso Foti (FdI) emerge innanzitutto che è risultata quanto mai opportuna l’iniziativa da parte del parlamentare e che la stessa ha trovato un atteggiamento trasparente del Ministero del Lavoro.

La risposta contiene: 


Punti di chiarezza: I lavoratori che avrebbero superato la percentuale contrattuale di somministrati sono, secondo l’Ispettorato Nazionale, 1951 e sono comprese anche le categorie svantaggiate a seguito di “ulteriori approfondimenti che hanno indotto l’organo ispettivo a ritenerli parimenti nel diritto di chiedere l’assunzione a tempo indeterminato in capo alla società utilizzatrice in considerazione del fatto che quest’ultima avesse violato le disposizioni…” 
Sono pertanto state inviate 1951 lettere a mezzo posta ai lavoratori interessati. Si conferma che il periodo interessato decorre da luglio a dicembre 2017. Amazon ha già ricevuto notifica della sanzione per il superamento dei limiti.


Indicazioni: La richiesta di avere copia del verbale da parte di Ugl terziario potrebbe trovare accoglimento a breve.


Conferme: I lavoratori per far valere il diritto all’assunzione a tempo indeterminato, devono attivarsi, viceversa stanno rinunciando e vanificano una tutela di legge e contrattuale. L’azienda non procederà mai in via autonoma a queste assunzioni e la scrivente O.S. rimane a disposizione per assistere i lavoratori interessati.


Ci permettiamo di far notare che è prudente, in considerazione dei termini di legge previsti, che si sono riaperti a seguito delle lettere del INL, che i lavoratori si attivino entro 60 giorni dall’arrivo della lettera stessa, correndo il serio rischio di veder viceversa inesigibile il diritto all’assunzione vanificando di fatto il lavoro dei Sindacati e dell’Ente Ispettivo Nazionale.


Non possiamo poi non sottolineare che, come conferma anche la risposta all’interrogazione, la tesi che la multinazionale di Bezos “rispetta le leggi ed i contratti e dialoga con trasparenza” non regge alla prova dei fatti.
 Amazon è stata sanzionata perché non ha comunicato alle OO.SS. i dati inerenti i somministrati come previsto dal Decreto Legislativo 81/2015. Ugl terziario li aveva chiesti anche in presenza del Prefetto di Piacenza!


Amazon ha sempre negato di conoscere il numero esatto ed i nominativi dei lavoratori somministrati quando invece il Ministero dichiara in risposta all’on. Foti che “il 27 giugno del 2018, è stata notificata alla società una nota contenente un elenco nominativo dei lavoratori somministrati utilizzati oltre i limiti percentuali consentiti.”


Amazon anche nello stabilimento di Marene (CN), a seguito di visita dell’Ispettorato, è stata contestata e sanzionata per interposizione di manodopera unitamente alla ditta Team Work s.r.l. La sanzione è di oltre 16.000 €. Amazon ha presentato ricorso, l’altra ditta ha avviato la procedure di pagamento.


La scrivente O.S, che ha già chiesto un incontro all’azienda, unitamente alle altre Organizzazioni presenti sul territorio è in attesa di risposta da oltre 20 giorni; nei prossimi giorni reitererà la richiesta di copia del verbale all’ITL di Piacenza; rimane a disposizione dei lavoratori che vorranno attivarsi per il riconoscimento dei propri diritti e, se non ci saranno risposte chiare e finalmente sincere, da parte di Amazon entro poche settimane non avrà altra scelta che avviare il percorso giudiziario a tutela dei lavoratori precari che in alcuni casi, anche da oltre 3 anni, sono alla mercé di un mercato del lavoro che li destabilizza economicamente e li umilia sul piano della dignità della persona.

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