PiacenzaSera.it -  Notizie in tempo reale, news a Piacenza, cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Bando periferie, Legambiente “E’ davvero utile?” Rabuffi: “Bene la presa di posizione del consiglio”

Pubblichiamo i contributi del consigliere comunale Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) e di Legambiente Piacenza sulla vicenda dei finanziamenti per il cosiddetto “Bando Periferie”: un tema che riguarda da vicino anche il Comune di Piacenza ed è stato affrontato anche nell’ultima seduta del consiglio comunale, nel corso della quale è stata approvata una risoluzione per chiedere di preservare le risorse destinate ai progetti

RABUFFI: “BENE HA FATTO IL CONSIGLIO A FAR SENTIRE LA PROPRIA VOCE” – Il caos “romano” che si è generato sui finanziamenti a favore delle “periferie”, azzerati da un colpo di mano parlamentare, rappresenta, a mio avviso, il plastico esempio di come la Politica nazionale sia sempre più estranea alle regole di buon senso e di correttezza che stanno alla base del rapporto tra ELETTORI ED ELETTI nonché tra i diversi livelli istituzionali.

Il decreto “Milleproroghe” – con la scelta di differire all’anno 2020 la disponibilità delle risorse assegnate alle periferie – rappresenta la PISTOLA FUMANTE con la quale il nostro Parlamento, mandante il Governo che ha chiesto ed ottenuto il voto di fiducia, ha ucciso il buon senso, alimentando ancora di più la distanza che separa la politica dai cittadini. Sempre più confusi e increduli dalla leggerezza con la quale i nostri rappresentanti nazionali votano (poi pentendosene) taluni fondamentali provvedimenti.

E così Piacenza, insieme a tante altre città, e alle loro PERIFERIE, scopre oggi, per almeno un paio d’anni, di avere in mano un assegno post datato, inesigibile e scoperto. Quelle PERIFERIE dimenticate, dove spesso regna l’insicurezza, il degrado e la malavita. Dove lo Stato è latitante o, peggio ancora, nemico. Dove mai, come oggi, sarebbe necessario investire risorse per portare servizi sociali ed educativi, cultura, lavoro e legalità.

Ma poco importa a chi governa. Così è deciso. Per Piacenza sono 8.046.000 € di risorse volatilizzate. Scomparse nel nulla, come solo il Mago Houdini – in una delle sue migliori prestazioni – saprebbe fare.

E tutto ciò nonostante il premier Conte avesse assicurato ai Comuni, dopo il primo voto di fiducia del “Milleproroghe” al Senato, di voler ripristinare nel primo provvedimento utile le risorse sottratte ai 96 (su 120) progetti approvati. Parole al vento.

Tanto da far dire all’ANCI, l’associazione che rappresenta i Comuni (ed anche il Comune di Piacenza) che si è trattato di un furto con destrezza. Dove i derubati siamo noi e dove il “malloppo” rappresenta ben 1 miliardo e 30 milioni di euro di soldi nostri. Dei cittadini italiani.

Scontato quindi che l’ANCI sia arrivata al punto, gravissimo, di sospendere le relazioni istituzionali con il Governo, abbandonando la Conferenza unificata e la Conferenza Stato-Città.

E adesso? Adesso è un mistero. E lo è perché questo Governo, Legastellato o Pentalegato come dir si voglia, appare confuso, fragile nei valori e nella coerenza. Tanto smanioso di risorse quanto di poltrone. Inaffidabile. E basta leggere le cronache politiche che ci avvicinano alla presentazione della legge di Bilancio per capirlo.

Con la proposta di “pace fiscale”, che rappresenta un vero e proprio condono utile a premiare gli evasori, che godranno di sconti e impunità. Con la volontà di alimentare la spesa pubblica finanziandola rigorosamente in deficit (lasciando così ai nostri figli il peso di un debito opprimente) ed ignorando gli abusi, il malaffare, l’evasione e la spesa inutile (tipo i 169.000 €/anno pagati dai cittadini al portavoce pentastellato del premier).

Con la politica dei 2 tempi, utile a introdurre la tassazione agevolata (flat-tax) solo per alcune categorie di imprenditori, lasciando a bocca asciutta tutti gli altri. Con la politica degli inciuci (dal Garzanti: accordo politico non lineare, frutto di basso compromesso) di cui il governo stesso “Lega-M5S” è palese e quotidiana rappresentazione.

Stante queste premesse, il Consiglio Comunale di Piacenza non poteva restare indifferente all’esproprio, per nulla proletario, operato ai danni del Comune e bene ha fatto a far sentire la propria voce e a gridare il proprio sconcerto. E doveva farlo NON per difendere un provvedimento messo in campo dalla precedente amministrazione ma per rivendicare il diritto ad essere considerato, e ad avere, un interlocutore serio e rispettoso degli impegni assunti.

Perché la dignità della Politica si misura nel rispetto dei cittadini e chi, dai cittadini è stato eletto, non può che avere loro come unica stella polare.

LEGAMBIENTE: “BANDO PERIFERIE, UTILE O NO?” – Il blocco, per ora, dei contributi del Bando Periferie, da parte del Governo, ha sollevato indignazioni trasversali di forze politiche, associazioni di categoria e sindacati, tutti uniti nel richiedere con forza lo sblocco di una decisione considerata dannosa per lo “sviluppo” della città.

E’ evidente che il bando, a partire dal suo nome, era pensato (su sollecitazione di Renzo Piano) per recuperare dalle condizioni di marginalità sociale alcune aree periferiche urbane, sulla base si alcuni progetti già in cantiere o da elaborare con quell’obiettivo specifico.

Quindi la validità del Bando, non è una variabile indipendente ma dipende da quali progetti si intendono finanziare verificando, in modo partecipato, la complessità dei problemi urbanistici di una città e soprattutto gli impatti positivi e negativi che questi possono determinare sulla struttura della città e sulla qualità di vita dei cittadini.

Dunque, se pensiamo ai progetti che a Piacenza sarebbero finanziati dal Bando Periferie, qualche legittimo dubbio sulle ricadute positive dello stesso può sorgere, a meno che non ci lasciamo supinamente ricattare dalla logica “del fare” fine a sè stesso, indipendentemente dai benefici effettivi che ne deriverebbero.

La riqualificazione di Piazza Cittadella infatti ha come perno centrale la costruzione di un parcheggio interrato, fortemente osteggiato non solo dai cittadini ma anche da molti operatori della zona. Non solo ma gli stessi attuali Amministratori, anche, ma non solo in campagna elettorale, hanno esplicitamente manifestato seri dubbi sull’efficacia e la praticabilità del progetto, accampando come giustificazione per la sua esecuzione, la preoccupazione di dover affrontare l’eventuale richiesta di danni da parte delle ditte già coinvolte.

Peraltro l’esiguità del numero dei parcheggi pubblici che ne deriverebbero, rispetto a possibili progetti alternativi; l’elevata probabilità di incappare in sospensione dei lavori – magari di anni – a causa del ritrovamento di reperti archeologici nel sottosuolo, induce a pensare che la sospensione dei fondi del Bando Periferie potrebbe essere ritenuto come un’opportunità, anzichè come una iattura.

Potrebbe infatti essere l’occasione per ripensare i progetti in relazione alle nuove condizioni che si sono venute a creare, a seguito della disponibilità di ampi spazi demaniali, fino a poco tempo fa indisponibili.

L’altro progetto connesso al Bando Periferie si integrerebbe con il progetto di riqualificazione di Terre Padane nella zona di via Colombo, ex Consorzio Agrario.

Anche in questo caso l’intervento ruota attorno alla realizzazione di spazi per la grande distribuzione che da 15.000 mq potrebbe lievitare a 20.000 o perfino 25.000 mq, ancora non è dato di sapere. Senza una seria e condivisa valutazione degli effetti che potrebbe determinare sul commercio di vicinato dell’intera città e sulla mobilità del quartiere e non solo, atteso che a mesi dovrebbe essere discusso e approvato il PUMS, Piano Urbano della Mobilità Sostenibile.

Ancora una volta potrebbe così accadere che i finanziamenti pubblici andrebbero di fatto a beneficiare gli operatori privati a discapito dell’interesse collettivo.

Viene quindi da domandarsi se, in particolare a Piacenza, la sospensione del Bando Periferie, debba suscitare davvero tanto scandalo o se non debba essere colta come un’utile occasione per riflettere e per fare BENE, non fare tanto per fare (Borgo Faxhal docet…).

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.