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Consiglio, no del Pd a Bariola. La replica “Voto contro i giovani”

Surroga con polemica in consiglio comunale a Piacenza. Le dimissioni del consigliere Paolo Rizzi, candidato sindaco alle ultime amministrative, hanno dato il via a un terremoto politico tra le fila del centrosinistra.

Al suo posto, infatti, è entrato Gianluca Bariola, candidato nella lista Piacenza del Futuro, mentre è ancora pendente il ricorso del “collega” Samuele Raggi, che ha chiesto un riconteggio delle schede.

IL VIDEO DELLA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE

Un ingresso burrascoso, quello di Bariola, non solo perché il suo ruolo potrebbe essere a tempo determinato, ma soprattutto per il voto contrario espresso dal capogruppo del Pd Stefano Cugini. Il motivo? Gianluca Bariola, dice Cugini durante il suo intervento, pur essendo iscritto al Pd e membro dei quadri dirigenti del partito (delega alla scuola e all’università) ha deciso di non entrare a far parte del gruppo dei democratici, mantenendo una sua autonomia.

“La coerenza è merce rara, va recuperata in un momento di difficoltà del Pd, occorre recuperare credibilità per ripartire. Tocca alle piccole periferie – afferma Cugini – tornare a convincere gli elettori a credere nel partito, che è fatto di persone serie e non è un taxi su cui si consumano ambizioni o, a volte, faide di corrente o personali”.

“Oggi il Pd ha bisogno come l’aria di persone che dimostrano di metterci la faccia, di credere nei valori fondanti del partito. Abbiamo guardato con favore all’adesione del consigliere Bariola, dopo la sconfitta elettorale del 2017, al Pd, e anche con stupore, seppure come segno di cambiamento, il suo immediato collocamento nei quadri dirigenti del partito a livello locale”.

“E’ chiaro che noi ci saremmo aspettati di avere una freccia in più al nostro arco, mentre per il consigliere questa non è la fermata giusta del taxi e ha deciso di non aderire al partito, ridisegnando un solco rispetto alla tessera che tiene in tasca”.

Il gruppo consiliare del Pd vota quindi contro il subentro di Bariola nei confronti di Rizzi, una decisione che viene contestata dagli altri schieramenti presenti a palazzo Mercanti.

Per Filippo Bertolini (FdI), Stefano Cavalli (Lega), Gloria Zanardi (Gruppo misto) i panni sporchi vanno lavati in famiglia, mentre Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) così come Andrea Pugni (M5s) osservano che “Bariola è stato eletto e ha tutto il diritto di entrare in consiglio”; per Michele Giardino (Fi) la politica dovrebbe sospendere il giudizio su temi che vedono il pronunciamento della magistratura.

A Gianluca Bariola va invece il sostegno di Roberto Colla (Piacenza Più); Massimo Trespidi (Liberi) invece contesta le affermazioni rilasciate dall’ex consigliere Rizzi ai giornali, più “pepate” di quelle usate in consiglio, e sottolinea di non essersi unito “al coro stonato” di elogi” per il docente della Cattolica.

In apertura di seduta è stato osservato un minuto di silenzio in memoria di Remo Beretta, ex consigliere del Comune di Piacenza recentemente scomparso.

LA REPLICA: “VOTO CONTRO I GIOVANI” – “Mi sorprende e amareggia il voto contrario espresso dai consiglieri pro tempore del Pd di Piacenza. Probabilmente confondono il piano personale con il piano politico”.

Gianluca Bariola, da poco entrato in consiglio comunale tra le fila della minoranza, replica ai democratici che hanno votato contro il suo approdo ai banchi di palazzo Mercanti.

“Sono iscritto al Pd e faccio parte del direttivo cittadino. Mi sono candidato nel 2017 con la lista Giovani (a sostegno di Paolo Rizzi, candidato sindaco del centrosinistra, ndr), con la quale entro in consiglio per dare voce e riconoscimento all’impegno di tanti ragazzi, che hanno creduto e speso molto tempo per il raggiungimento di un obiettivo di difficile raggiungimento: poter diventare consigliere comunale. Questo per me è essere coerente: restare nel gruppo grazie al quale oggi approdo a palazzo Mercanti”.

“Al momento della scelta delle liste, quella composta da noi giovani non rappresentava di certo un trampolino di lancio personale e non offriva opportunità a stretto giro. Ora, il mio ingresso in consiglio rappresenta il successo di tanti ragazzi che hanno unito le loro forze ottenendo 1652 voti”.

“Votare contro di me significa votare contro di loro, così come contro le 134 persone che mi hanno accordato il loro sostegno, votando il sottoscritto. Mi chiedo se questa sia la modalità con la quale chi ha avuto incarichi decennali all’interno del Pd e ha svolto incarichi di rilevo nelle istituzioni intende accogliere le nuove generazioni che si affacciano nel mondo della politica”.

“Evidentemente questa scelta corrisponde a una chiara chiusura verso i giovani. Sembra che allo status quo del centrosinistra non sia gradito il rinnovamento”.

“Vorrei poi – conclude – che venisse data risposta a questa domanda: perché gettare un’ombra di sospetto sulla mia credibilità e sulla mia onorabilità? Siete proprio sicuri di rappresentare le profonde istanze di cambiamento che le persone, in forme e modalità differenti dal passato, stanno chiedendo?”

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