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Cannabis “pianta della vita” Il convegno e la carta dei diritti fotogallery

Dopo il convegno contestato sulla cannabis “erba della morte”, al centro di numerose polemiche, sabato primo settembre il comitato Cannabis&Cultura ha promosso un’iniziativa di segno diametralmente opposto, come si desume dal titolo: “La Pianta della Vita, la Cannabis“.

Al salone Mandela della Camera del Lavoro di Piacenza si sono ritrovati una serie di esperti che hanno approfondito i diversi utilizzi della canapa.

Nelle foto alcuni momenti dell’incontro aperto al pubblico. Di seguito i relatori.

PRESENTAZIONE: Stefano Armanasco – Ass. FreeWeed
 
USO MEDICO: Carlo Monaco – Ass. Canapa Caffè
 
AGRICOLTURA: Andrea Schiavi – Az. Agricola Piantadoro
 
COMMERCIALE: Roberto Bonelli – New Energy Grow
 
SISTEMA ENDOCANNABINOIDE: Marco De Rosa – Medico Chirurgo
 
SOCIALE / ANTROPOLOGIA: Giuseppe Gallenti – Attivista
 
LEGISLAZIONE E DIRITTI: Lisa Gandini – Ass. FreeWeed

“Il titolo – spiegano gli organizzatori – non è stato scelto a caso: attorno alla Cannabis si stanno svolgendo numerose ricerche.

La sua attività di neuroprotezione, i suoi impatti sull’ippocampo animale e i molteplici usi che l’uomo ha fatto della canapa, sin dall’antichità, rendono la Cannabis una delle piante più versatili e interessanti per l’essere umano.

Come fibra, alimento e per la filosofia riflessiva e pacificante che porta con sé. Senza dimenticare le azioni terapeutiche sia di contrasto in un gran numero di malattie degenerative sia nel campo della “medicina del dolore”.

E’ stata proposta inoltre una Carta dei diritti delle persone che utilizzano e coltivano cannabis.

CARTA DEI DIRITTI DELLE PERSONE CHE UTILIZZANO E COLTIVANO CANNABIS
CHIEDIAMO IL RICONOSCIMENTO, IL RISPETTO E LA TUTELA, DA PARTE DELLO STATO ITALIANO E DI CHI NE GESTISCE, ATTUA ED APPROVA LE LEGGI, DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UOMO INERENTI AL CONSUMO ED ALLA COLTIVAZIONE, PER USO PERSONALE, DELLA PIANTA DI CANNABIS

Consapevoli dell’importanza di portare in primo piano, in questo momento storico di grande interesse verso la Cannabis, la tematica dei Diritti delle Persone che la Utilizzano e Coltivano, l’Associazione FreeWeed Board ha valutato l’idea di redigere, e di proporne l’adesione a tutti gli interessati, una Carta dei Diritti per la Cannabis, che comprenda universalmente gli ideali sociali che da sempre caratterizzano l’espressione e l’identità del movimento antiproibizionista, oltre a voler divenire strumento di aggregazione su tematiche che siano orientate maggiormente verso l’ambito socio-culturale rispetto all’attuale orientamento mediatico politico-economico che si vuole dare alle argomentazioni, senza dimenticare che essa è parte di un discorso dal respiro più ampio, che interessa direttamente tutte le sostanze, per le quali valgono le stesse argomentazioni e per i quali consumatori valgono esattamente gli stessi diritti qui esposti, che analizzeremo nel dettaglio relativo alla sola cannabis, non per creare una disparità di valore tra i diritti, in quanto siamo fermamente convinti che la libertà personale non debba essere in nessun modo ostacolata o limitata in base alla scelta di usare di una sostanza o non utilizzarla, ma per concentrare la discussione su questo tema in modo da poterne sviluppare il necessario dibattito giuridico e culturale, creando unità di messaggio per poter sviluppare insieme una nuova politica sociale e soprattutto un necessario nuovo approccio mentale.

La Carta dei Diritti per la Cannabis può e vuole divenire strumento di movimentazione, e si propone come un manifesto sociale concreto, teso verso l’espressione di diritti fino ad oggi negati ed anche messi in secondo piano rispetto ad altri, quindi ulteriormente discriminati. Crediamo fortemente che un sostegno comune su questa tematica, da parte di tutte le realtà che da anni si battono per la Cannabis e per l’antiproibizionismo, sia fondamentale, soprattutto nel contesto legislativo attuale, che tende a disgregare la pressione comune dividendo piani di interesse applicativo e creando diverse normative conseguenti. La tematica dei Diritti Umani, però, ci coinvolge tutti, in prima persona, orizzontalmente e trasversalmente ed è tempo di schierarsi apertamente e chiaramente verso il loro riconoscimento e la loro tutela.

DIRITTO ALL’AUTOPRODUZIONE E ALL’AUTOCONSUMO
La cannabis è una pianta, un dono della natura; da sempre è riconosciuto a ciascuno di poter autoprodurre i propri alimenti e prodotti per uso e consumo personale anche quando questi sono inebrianti, nel rispetto di normative disciplinari eventuali; reclamiamo questo diritto per i consumatori e coltivatori di cannabis. In questo caso è un diritto del cittadino poter eseguire una condotta disciplinare che non danneggiatemi né la società nel suo complesso, oltre ad essere l’unica vera pratica in grado di debellare in modo radicale il mercato nero e la distribuzione illecita ora in mano alla criminalità organizzata.

DIRITTO DI UGUAGLIANZA E SVILUPPO DELLA PERSONALITA’
Considerato che l’uso di cannabis non causa danni a terzi ne alla società, proibire il consumo, il possesso e la coltivazione di cannabis per uso personale è una chiara violazione dei diritti di uguaglianza ed entra in una sfera privatistica nella quale la legge non dovrebbe entrare se non per rendere possibile l’effettiva accessibilità a tale diritto; inoltre in quanto l’utilizzo di cannabis è solo un modo per le persone di differenziarsi dal resto della società, e dal momento che la costituzione italiana protegge il diritto dell’individuo di essere unico e indipendente, lo Stato non può ledere tale diritto di sviluppare la propria personalità. L’imposizione di un unico standard di vita sano non è ammissibile in uno stato liberale, che fonda la sua esistenza sul riconoscimento della unicità umana e l’indipendenza.

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