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Il colonnello Scattaretico lascia Piacenza “L’affetto e la stima dei cittadini il premio più bello”

“In questi tre anni mi sono sentito piacentino a tutti gli effetti. La stima che mi è stata accordata dai cittadini è il premio più importante”.

Il colonnello Corrado Scattaretico è in procinto di lasciare il comando provinciale dei carabinieri di Piacenza, per ricoprire il prestigioso incarico di capo ufficio del vice comandante generale dell’Arma.

Tutta la città di Piacenza, attraverso le sue massime istituzioni, gli sta tributando riconoscimenti per quanto fatto alla guida del comando di viale Beverora.

“Ma l’affetto sincero e la stima dei cittadini sono per me il premio più importante” dice il comandante.

In un momento in cui il gap tra la sicurezza percepita e quella effettiva sembra essere quasi incolmabile, qui in Italia, a Piacenza ci si è potuti rendere ben conto dell’efficacia del lavoro svolto dall’arma con il comando del colonnello Scattaretico.

Nel 2015, l’anno del suo arrivo (proprio all’inizio di settembre), gli arresti erano stati complessivamente 150, passati già a 270 nel 2016, e ormai in procinto di essere triplicati entro la fine del 2018, dimezzati invece i furti, con una percentuale di scoperta dei responsabili più alta della media italiana.

“I miei carabinieri hanno acquisito un metodo di lavoro in grado di consentire loro di fare dei buoni risultati, e che mette al centro di tutto il cittadino – dice il colonnello -, perché è il primo interesse da tutelare”.

“In un mondo globalizzato come il nostro, Piacenza non può dirsi immune da problemi – afferma – quello che fa la differenza è come vengono affrontati. In una realtà come la nostra c’è molta sinergia tra le forze di polizia, sotto il coordinamento eccezionale di sua eccellenza il prefetto Maurizio Falco, che ci ha dato un qualcosa in più. In questo momento i cittadini di Piacenza sono relativamente sicuri e hanno una percezione della sicurezza maggiore rispetto al passato. Certo, bisogna fare di più: anno dopo anno noi stiamo migliorando i nostri risultati operativi e questo significa che è sempre possibile migliorare. Lo scopo è non fermarsi, solo perché si è fatto bene, ma andare avanti e fare ancora meglio“.

In questi 3 anni sono stati chiusi anche alcuni cold case: tutti gli assassini di Betty Ramirez, giovane prostituta uccisa 19 anni fa, sono stati assicurati alla giustizia.

“Penso che una persona abbia diritto ad avere giustizia anche dopo 20 anni. I carabinieri dell’epoca avevano promesso ai genitori di Betty Ramirez che avrebbero fatto di tutto per prendere i 3 responsabili dell’omicidio della figlia, ci è voluto del tempo, è stata una lotta incessante, ma ci siamo riusciti”.

“Il primo fu preso nel 2006, ma gli ultimi due sono stati presi sotto la mia gestione: uno nel 2015 e l’ultimo nel 2018. Abbiamo mantenuto la nostra promessa. I responsabili di quell’episodio brutale sono stati tutti arrestati. Questo è un messaggio importante per la cittadinanza, il sapere comunque che chi commette un reato grave viene, prima o poi, assicurato alla giustizia. E questo, soprattutto qui a Piacenza, è un dato di fatto: qui di gravi reati non scoperti ormai ce ne sono pochissimi, e per quelli che restano stiamo facendo di tutto per arrivare a un risultato positivo”.

Quale caso, invece, avrebbe voluto chiudere?

Il furto del Klimt, sicuramente”.

 

 

 

 

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