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Il Rotary Fiorenzuola d’Arda incontra il Museo geologico di Castell’Arquato foto

Gruppo Piacentino

(distretto 2050)

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Il Rotary Fiorenzuola d’Arda incontra il Museo geologico di Castell’Arquato

Con la prima conviviale di settembre presso la sede a Cascina Scottina Cadeo, il Rotary Club Fiorenzuola d’Arda, per iniziativa del presidente Marcello Redaelli, ha voluto coinvolgere soci e ospiti con una interessante serata di studio e divulgazione sulle peculiarità geologiche della Val d’Arda, sotto la guida del direttore del Museo geologico di Castell’Arquato, dott. Carlo Francou, giornalista e ricercatore.

Francou, nel ringraziare il Rotary  per le collaborazioni instaurate in questi ultimi anni, ha spiegato, con l’ausilio di numerose slides, la storia del Museo G. Cortesi, ormai famoso in tutto il mondo, che dal 1990 è collocato nel cinquecentesco “Ospedale S.Spirito”, più spazioso e funzionale, mentre in precedenza era ospitato nel duecentesco Palazzo del Podestà, sede del Municipio.

Francou ha ripercorso la storia di fossili, balene e rinoceronti, catturando l’attenzione da parte dei numerosi presenti. Nel corso del Pliocene, a partire da 5 milioni di anni fa, la Pianura Padana era occupata dalle acque del mar Adriatico che spingevano fino alle Alpi. La particolare posizione di quel golfo favoriva il proliferare della vita marina, con una ricca e ben diversificata fauna: molluschi, coralli, stelle e ricci di mare, pesci e cetacei.

Molto interessante la slide che rappresentava la pianura padana di un milione di anni fa, nonché quella attraverso la quale è stato ricordato Giuseppe Cortesi col suo volume “Saggi geologici dei ducati di Parma e Piacenza”, 1819 Scheletro di Monte Pulgnasco, 1806. Fra i tanti ritrovamenti interessantissimi Francou ha ricordato anche l’ultimo, cioè il Delfino della Val Chiavenna del 2009.

Per quanto riguarda i cetacei è stata proiettata una slide di quelli fossili in Italia, con la rappresentazione geografica dei reperti miocenici e di quelli pliocenici. Focus anche sul Piacenziano, termine oggi utilizzato dalla comunità scientifica internazionale per indicare quell’arco di tempo approssimativamente compreso tra 3,6 milioni e 2,6 milioni di anni fa, grazie anche alla spiegazione dell’International Stratigraphic chart.

Per quanto riguarda la Val D’Arda, Francou ha spiegato che il torrente Arda è come un libro aperto sulla storia geologica del territorio. Gli strati che si incontrano percorrendolo dal paese di Castell’Arquato verso valle contengono fossili tipici di mare via via sempre meno profondo e testimoniano la progressiva emersione del territorio.

Agli ambienti marini si succedono zone lacustri e acquitrini attorno ai quali prosperava una ricca fauna di vertebrati i cui resti fossili, in diversi casi, si sono conservati fino ai giorni nostri. Nella parte medio alta della sequenza del torrente sono stati scoperti, in questi ultimi anni, vari resti di rinoceronti e di cervi, orsi, suidi e bovidi. Questi antichi resti ci parlano dei più antichi abitanti della Pianura Padana.

Al termine dell’ultimo episodio glaciale, circa 10 mila  anni fa, la temperatura si innalza ed il clima si fa più mite, cresce l’azione dell’uomo che inizia a modificare gli equilibri naturali trasformando l’ambiente alle proprie necessità. Così la valle dell’Arda e il borgo di Castellarquato, che poggia le proprie fondamenta sui resti di un antico mare, raccontano una storia antica, dove le tracce dell’uomo si incrociano con quelle di esseri viventi che prima di lui popolavano questi stessi luoghi.

Qui è importante ricordare che Leonardo Da Vinci nel suo celeberrimo codice Leicester scriveva ammirato: “Dove oggi volano gli uccelli a stormi, nuotavano i pesci a grandi gruppi”.

Prima di terminare il suo appassionato intervento, il dott  Francou ha ricordato che il Museo geologico di Castell’Arquato non contiene solo fossili, ma che esiste una collezione di 4.500 microcristalli (micromount) da ogni parte del mondo, la raccolta”Licio Tezza”, molto interessante da vedere.

E’ seguito un breve dibattito con alcuni soci e la serata si è conclusa con un appassionato e meritato applauso da parte di tutti i presenti.

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