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Documenti falsi e assegni rubati per oltre 25mila euro, tre arresti a Piacenza foto

Documenti falsi e assegni rubati per oltre 25mila euro, tre arresti a Piacenza.

Questo il quadro ricostruito dalla squadra mobile della Questura che grazie alle pronte segnalazioni di due direttori di filiali bancarie cittadine, sono riusciti a intercettare e bloccare la presunta banda, in arrivo dal napoletano.

In manette sono finiti tre italiani pluripregiudicati, di 57, 43 e 37 anni.

In un vano dell’auto su cui viaggiano  gli agenti hanno trovato sei carte d’identità elettroniche fasulle (nella foto sottostante) e cinque assegni rubati.

Carta d'identità falsa

L’attività è iniziata giovedì 6 settembre, dopo la chiamata al 113 del responsabile di una filiale di piazzale Torino; pochi minuti prima infatti un uomo si era presentato al loro sportello per aprire un conto corrente, presentando un documento sospetto, che li aveva allarmati. Avevano quindi cercato di approfondire la questione, ma il cliente aveva desistito, allontanandosi a bordo di un’auto, di cui però erano riusciti a segnare il numero di targa.

Il giorno successivo si è replicata la stessa scena, ma in una filiale di piazza Cavalli; anche in questo caso il direttore ha capito che qualcosa non andava e l’uomo se n’è nuovamente andato, dimenticando anche di portar via la carta d’identità. La telefonata alla polizia è stata immediata e gli operatori si sono subito messi a caccia del veicolo, intercettandone uno che corrispondeva alla targa segnalata all’altezza di largo Battisti, poi fatto accostare e fermato.

Dati i “curriculum” dei tre uomini a bordo (per reati specifici quali ricettazione e truffa) hanno provveduto a perquisire loro e il veicolo; nel lato anteriore del passeggero, nascosti dentro la console in plastica, hanno ritrovato i sei documenti e altrettanti assegni.

Le finte carte d’identità riportavano le foto dei tre pregiudicati, ma con dati anagrafici differenti; nomi e cognomi che corrispondevano invece a quelli degli intestatari degli assegni, quest’ultimi sottratti ai legittimi beneficiari. Le cifre riportate sui sei assegni (riscuotibili una volta aperto un conto corrente) variavano da 4mila a 8mila euro, per un importo totale superiore a 25mila euro.

Importi emessi come indennizzo in seguito a sinistri stradali, finiti però nell’auto dei tre napoletani. I documenti elettronici, molto simili agli originali, risultavano invece essere stati rilasciati nel 2018 dal comune di Piacenza, fatto smentito dai registri dello stesso anagrafe.

Elementi emersi grazie al lavoro svolto dalla squadra mobile guidata da Serena Pieri, che ha poi tratto in arresto i tre soggetti, con l’accusa di possesso di documenti falsi. Devono inoltre rispondere delle denunce per ricettazione, sostituzione di persona e uso di sigilli dello Stato contraffatti.

Saranno processati per direttissima.

 

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