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A Palazzo Galli il reading teatrale sui Promessi Sposi foto

“Anche nelle piú grandi strettezze, i denari del pubblico si trovano sempre, per impiegarli a sproposito” (A. Manzoni, I Promessi Sposi, Cap. XXVIII)

Questa frase di Manzoni ha tenuto banco l’altra sera a Palazzo Galli dove Mino Manni e Marta Ossoli (accompagnati da Silvia Mangiarotti al violino e Francesca Ruffilli al violoncello) hanno dato vita al reading teatrale – curato dalla Banca di Piacenza unitamente alla Confedilizia – su uno dei capitoli della trilogia economica dei Promessi Sposi, quello sulle conseguenze della rivolta di San Martino.

L’anno scorso, sempre in collaborazione con la Confedilizia, la Banca di Piacenza con Manni ed Ossoli aveva presentato il primo dei capitoli economici del romanzo, quello sulla rivolta del pane e l’illusione di vincere le leggi di mercato con prezzi stabiliti dall’autorità governativa.

L’anno prossimo, nella stessa occasione, è in programma la lettura dell’ultimo capitolo della trilogia, dedicato alle “gravezze” (per il Manzoni, le imposte e tasse) che uccidono la produzione.

Nel capitolo letto l’altra sera sono state sottolineate le conseguenze dei vari provvedimenti di blocco dei prezzi varati a Milano nel 1628: “ognuno era una conseguenza inevitabile dell’antecedente, e tutti del primo, che fissava al pane un prezzo così lontano dal prezzo reale, da quello cioè che sarebbe risultato naturalmente dalla proporzione tra il bisogno e la quantità”.

Alla lettura di questi passi dei Promessi Sposi (come è noto Luigi Einaudi ha detto del romanzo storico di Manzoni che si tratta di “Uno dei migliori trattati di economica politica che siano mai stati scritti”) hanno assistito fra gli altri il Prefetto Maurizio Falco con il Questore Pietro Ostuni e il Comandante del reparto operativo dei Carabinieri, tenente colonnello Marco Iannucci.

Al termine della serata il Presidente Sforza Fogliani ha ringraziato la compagnia teatrale e i presenti, sottolineando che Manzoni scrisse le sue opere ispirandosi al “Saggio sui grani” del piacentino Melchiorre Gioia e che non a caso lo stesso autore visitò Piacenza e proprio nella nostra città venne stampata la prima edizione dei Promessi Sposi già nel 1828 e cioè un anno dopo la definizione finale del romanzo.

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