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Pc Expo, visitatori raddoppiati in 6 anni: “Una macchina da soldi per la comunità”

“Piacenza Expo è una macchina da soldi per tutta la comunità”. E’ stato l’amministratore unico Giuseppe Cavalli ad illustrare davanti alla commissione sviluppo economico risultati e potenzialità dell’ente fiera.

All’ordine del giorno, in particolare, la prospettata vendita delle quote di partecipazione da parte della Regione Emilia Romagna. Cavalli ha fatto il punto della situazione rispetto al suo ingresso in Expo e sui positivi risultati ottenuti dall’ente dal 2011 al 2017.

Uno su tutti “l’aver raddoppiato il numero di visitatori nell’arco di 6 anni, passati da 75.540 a 149.677, così come è cresciuto il numero di espositori, da 1322 a 2046”.  Contestualmente è diminuita la spesa per i dipendenti (in tutto 11), da 697.298 a 602.619 euro.

“La fiera è fonte di denaro, sviluppo, e di commercio per Piacenza. Un recente studio ha messo in evidenza come, per ogni euro incassato da chi organizza fiera, altri 10-15 vengono prodotti sul territorio. I piacentini devono credere di più in se stessi” – dice Cavalli.

In attesa dell’avvio, la prossima settimana, della mostra blockbuster Geofluid, il presidente Cavalli ha presentato il programma 2018-2019: quasi 30 eventi variegati, di cui cinque di livello internazionale, tra cui Geofluid, Apimell, Expolaser, Gis e Gic.

Ma Piacenza Expo – ha detto Cavalli – non si è limitata a ospitare e organizzare fiere: ha messo a frutto le potenzialità ricettive e logistiche della struttura per ospitare convegni, congressi, esposizioni per diverse realtà di primo piano come Ikea, Iren, Leroy Merlin, Citroen.

“Abbiamo portato fermento, smosso quella palude stagnante che non ci fa credere nelle nostre potenzialità. Piacenza si trova – ha sottolineato – nell’ombelico del Nord Italia, è un posto strategico che altri non hanno a disposizione. Possiamo poi contare su una struttura flessibile, con tre padiglioni che si possono gestire in modo elastico”.

Tre le aree strategiche su cui punterà la fiera in futuro: alimentare, spettacolo e sport, con eventi già in programma (Piace Eat, Villaggio di Natale, e Sport Happening) per i prossimi mesi.

La vendita delle quote della Regione (una partecipazione all’1 per cento) non spaventa. “Commercialmente – dice il presidente di Pc Expo – noi siamo indipendenti, noi viviamo da soli. Ci trasciniamo dietro alcune zavorre, frutto di gestioni precedenti e che con molta pacatezza sistemeremo”.

GLI INTERVENTI – Bene l’atteggiamento positivo, peccato che l’entusiasmo non possa essere messo a bilancio, fanno presente in maniera bipartisan i consiglieri Massimo Trespidi (Liberi), Nicola Domeneghetti e Giancarlo Migli (FdI), così come Sergio Dagnino (M5s), mentre Marvin di Corcia e Lorella Capucciati (Lega) sollecitano un’estensione e miglioramento delle fiere già in programma.

Per Trespidi “è necessario coinvolgere rappresentanti del mondo produttivo piacentino, come gli industriali, questa latitanza deve finire”. “Piacenza si appresta a partite importanti come bloccare l’aumento e il bando periferie: potrebbe essere difficile – sottolinea – dirottare su Piacenza Expo risorse che potrebbero essere necessarie altrove, ad esempio nel sociale”.

“Quali accorgimenti – chiedono Domeneghetti e Migli – saranno adottati per ovviare al deficit degli anni dispari, in cui Geofluid non è presente?”. Dagnino (M5s) riporta invece la proposta del collega Andrea Pugni: ad inizio anno l’ente dovrebbe presentare un piano d’azione, per poi fornire un bilancio a fine anno.

Obiezioni alle quali ispondono Cavalli e il direttore Sergio Copelli: “Negli anni è stata adottata una politica di contenimento dei costi di gestione; oltre a puntare in parte su proposte di nicchia con un mercato in crescita, si è investito su esposizioni di qualità divenute punto di riferimento a livello europeo come Apimell”.

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