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Ricchezza prodotta, Piacenza resta indietro: il Pil provinciale oggi vale 88,3 (10 anni fa era 100)

A 10 anni dal fallimento della Lehman Brothers che ha fatto esplodere la crisi economica più grave del dopoguerra, ci si interroga sulle reali capacità di recupero dei singoli territori.

Piacenza ha ripreso il terreno perduto in questo decennio? Il nostro sistema imprenditoriale ha saputo reagire alla recessione? C’è un numero assai poco incoraggiante che offre una risposta: 88,3 %.

E’ il valore aggiunto, ovvero la ricchezza prodotta,:una specie di Pil provinciale, uno dei parametri preso in esame dall’Ires Emilia-Romagna, l’istituto di ricerche economiche sociali della Cgil, nella ricerca che mette a confronto due fotografie economiche, quella del 2007 e quella del 2017.

Secondo la ricerca sono solo tre le province emiliane nel 2017 che hanno raggiunto e superato il valore di 10 anni prima. Fatta base 100 nel 2017, le province di Bologna (con 104,69), Parma (102,63) e Ravenna (101,5) hanno superato quei livelli e Modena, Forlì-Cesena e Rimini sono vicine a questa soglia. Piacenza con il suo 88,3 per cento, insieme a Ferrara (87,6), fa segnare invece il risultato più negativo  E la nostra provincia, a differenza di Ferrara, non ha avuto l’impatto negativo del terremoto del 2012.

Per il segretario provinciale della Camera del Lavoro Gianluca Zilocchi dai dati arrivano indicazioni preoccupanti: “E’ la conferma che il nostro territorio ha superato la grande crisi soltanto in maniera apparente, permangono invece segnali di difficoltà importanti”.

“Per questo è fondamentale – ricorda  – convocare al più presto il tavolo provinciale dello sviluppo economico perchè Piacenza ha davanti a sè poche opportunità che non vanno assolutamente sprecate. Penso ai fondi per le periferie e il nuovo ospedale, due partite che non possiamo perdere”.

Zilocchi (Cgil Piacenza): “Livelli pre-crisi ancora lontani” – Sarà presentata venerdì alle ore 11:30 presso la sala Guido Rossa della Cgil di Piacenza la prima indagine comparata sugli squilibri territoriali portati dalla crisi economica nel periodo che va dal 2007 al 2017.

Per Piacenza luci e ombre. Ombre sulla diminuzione del “valore aggiunto”, ossia di ricchezza prodotta sul territorio e luci per una serie di indicatori economici che stanno volgendo in terreno positivo dopo una caduta libera durata a lungo. Uno su tutti: i redditi. A presentare i dati alla stampa saranno il segretario Cgil Piacenza Gianluca Zilocchi e il presidente Ires ER Giuliano Guietti.

“I livelli pre-crisi sono ancora lontani. L’indagine comparata tra i territori emilianoromagnoli fornita dall’Ires – anticipa Zilocchi – fornisce una fotografia che impone, a Piacenza,la necessità di un cambio di passo del governo del territorio. Solo con una strategia concordata Piacenza potrà tornare, con equità, a livelli di benessere di 10 anni fa”.

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