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Da “sfigati” a sfidanti, ragazzi e genitori in prima fila contro il disagio giovanile foto

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Da “sfigati” a sfidanti, ragazzi e genitori in prima fila contro il disagio giovanile.

E’ questo l’obiettivo del nuovo progetto promosso dalla prefettura di Piacenza e che coinvolgerà, in questo primo step, il liceo Gioia e l’istituto Raineri Marcora, due realtà paradigma delle scuole secondarie di secondo grado in città.

Una prima presentazione del piano d’azione si terrà, entro la fine di ottobre, proprio al Gioia, con un convegno – confronto tra studenti, genitori e esperti. L’obiettivo è di promuovere incontri successivi a cadenza bimestrale – trimestrale, in attesa di estendere l’attività anche in provincia, ad esempio a Fiorenzuola.

A fornire lo spunto per questa iniziativa un triste fatto di cronaca: il suicidio di una giovanissima la scorsa primavera a Rottofreno. E i tanti, quasi giornalieri, accessi al pronto soccorso da parte di teenager intossicati da alcol e droghe.

Fenomeni che non vengono meno nonostante il susseguirsi di convegni, dibattiti, progetti dedicati al disagio giovanile. Dove si sbaglia, dunque? Per dare una risposta a questa domanda prende il via il progetto fortemente voluto dal prefetto Maurizio Falco, presentato nella Sala degli Specchi del palazzo del Governo, insieme al direttore dell’Ufficio Scolastico Provinciale Maurizio Bocedi, il direttore generale dell’AUSL di Piacenza Luca Baldino, la presidente della Consulta degli Studenti di Piacenza Lucrezia Galli, oltre a Pierluigi Galli, rappresentante dei genitori nel consiglio d’istituto Raineri Marcora, presente con la preside Teresa Andena, e la dottoressa Daniela Aschieri di Progetto Vita.

A condurre la presentazione Nicoletta Bracchi, direttrice di Telelibertà e Liberta.it.

Tra i 3500 accessi al Pronto Soccorso in seguito a intossicazioni di sostanze, dice il direttore Baldino, il 10% riguarda minorenni. “Quasi ogni giorno un ragazzo finisce al pronto soccorso per questo motivo. Negli ultimi anni il fenomeno è diventato stabile, anche l’età media dei giovani coinvolti continua a diminuire. Anche per questo abbiamo inserito una figura, all’interno del Ps, che fornisca supporto ai giovanissimi ricoverati per questi motivi. Purtroppo noi entriamo in gioco quando è già tardi, in una realtà, come quella delle dipendenze, molto complessa. Se le sostanze bene o male restano le stesse, cambiano le modalità di assunzione. Occorre lavorare sulla prevenzione”.

“Questa resta la parola d’ordine” sottolinea Pierluigi Schiavi, e la preside Andena sottolinea che “nessun genitore può dire a mio figlio non succederà”.

“A scuola vengono organizzati abitualmente incontri con esperti e con rappresentanti dell’ordine, dedicati al bullismo, al cyberbullismo, all’abuso di alcol … il problema è che non sono efficaci – afferma Lucrezia Galli -. C’è qualcosa che non va, in questi progetti. Un ragazzo può vivere come una sfida il dover seguire le indicazioni arrivate da una persona in divisa, potrebbe essere spinto a fare tutto il contrario. I ragazzi ascoltano solo i coetanei, bene quindi iniziative che promuovono la figura del peer educator (educatori alla pari, ndr) rendendoci parte di una comunità sempre più grande”.

Il prefetto Maurizio Falco vuole promuovere “una nuova educazione civica, per evitare che chi è nell’ombra vi resti per sempre. Vogliamo far diventare questi ragazzi da sfigati a sfidanti. Importante è il coinvolgimento dei coetanei in questa positiva azione formativa, che dovrebbe essere premiata con crediti formativi”.

Il progetto vero e proprio sarà quindi presentato entro la fine del mese di ottobre al liceo Gioia, un evento al quale parteciperanno anche il sindaco Patrizia Barbieri e il presidente della Provincia Francesco Rolleri.

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