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Ultima fase per la Summer School, 120 studenti ripensano le aree militari dismesse

50 ore di workshop, 5 conferenze, una giornata intera di discussione intorno ai progetti di rigenerazione delle 3 aree militari dismesse lungo l’asse della via Emilia Pavese.

Settimana di grande intensità per studenti e docenti della nona edizione di OC OPEN CITY International Summer School, il workshop di progettazione architettonica e urbana del Polo Territoriale di Piacenza del Politecnico di Milano.

In particolare si segnala la conferenza del geografo Franco Farinelli che, nella mattinata di giovedì, ha parlato davanti alla platea di 120 studenti sui temi dello spazio, del territorio e del paesaggio, sviluppando concetti teorici di grandissimo impatto nella realtà contemporanea.

Sabato invece, di fronte ad una commissione di valutazione composta da 20 docenti delle più importanti Scuole di Architettura italiane i gruppi di progetto hanno presentato i risultati delle attività di workshop condotte nei primi 10 giorni di OC e orientate alla costruzione di un paesaggio innovativo (la quarta dimensione).

Ogni gruppo è formato da circa 40 studenti internazionali, coordinati e guidati da un nutrito gruppo di supervisor e tutor.

La terza a conclusiva fase del workshop del Politecnico si apre lunedì 10 settembre, con il lavoro sui progetti a partire dalla mattina. Alle 20.30 è invece in programma l’ottava e terzultima conferenza con le lezioni dell’architetto spagnolo Guillermo Vazquez Consuegra, tra i più noti architetti spagnoli contemporanei, e del paesaggista Gunther Vogt. L’appuntamento è nel Padiglione Manfredi del Campus Arata alle 20.30.

Gruppo 1

Supervisors: Giovanni Carli, Luciana Macaluso, Roy Nash / Tutors: Giulia Cazzaniga, Giulia Garbarini, Laura Parrivecchio, Isabella Spagnolo

Tema di progetto: Rigenerazione del Laboratorio Pontieri in uno smart urban hub dedicato a nuove forme di economie innovative e a funzioni culturali complesse

Titolo del progetto: I

Il progetto disegna un comparto integrato e rinnovato per una zona centralissima e strategica della città di Piacenza muovendo le proprie riflessioni da alcune domande che sono alla base della nostra contemporaneità: Come possiamo interagire in modo efficace con gli altri? Come possiamo conoscerci e risolvere i conflitti? Come Natura ed Ecologia possono ri-disegnare un paesaggio sostenibile? Su quali nuovi comportamenti sarà educata la società di domani? Come condividere idee, progetti e visioni per un approccio positivo alla vita?

 

Gruppo 2

Supervisors: Chiara Locardi, Mario Morrica, Francesca Schepis / Tutors: Michele Bagnato, Federica Marchetti, Sara Sapone, Doaa Salaheldin

Tema di progetto: Rigenerazione della Caserma Pertite in uno energy nature park in cui gli ampi spazi aperti e verdi fanno da sfondo a luoghi di produzione agricola ed energetica

Titolo del progetto: CodEX City

CodEX City è un manifesto duttile e dinamico, definito da componenti volte a costruire uno scenario urbano tendenziale. Si propone una visione di città composta da nuclei autonomi e autosufficienti, la cui interazione genera nuove reti di spazi fisici e virtuali. Il progetto ha un approccio di conservazione innovativa rispetto alle permanenze della città, che si rafforzano nella contaminazione con il patrimonio immateriale originario e futuribile. In questa nuova piattaforma urbana gli ex comparti militari rivestono il ruolo di incubatori di nuove funzioni, idee ed energie. L’area della Pertite si converte in un presidio permanente con un ruolo transcalare e attrezzato ad ospitare un polo di eccellenza della ricerca avanzata.

 

Gruppo 3

Supervisors: Kiana Jalali, Laura Pujia, Martina Sogni / Tutors: Andrea Cappelli, Mina Ghorbani, Ester Rachele Mussari, Nicola Petaccia, Hassan Moataz Samir

Tema di progetto: Rigenerazione della Caserma Lusignani in uno housing eco cluster che integra le peculiarità di un quartiere di social housing con i temi del paesaggio e della sostenibilità

Titolo del progetto: infinite-scape

Accogliendo la sfida di definire un nuovo scenario dal tema Landscape 4.0, si risponde con una proposta progettuale dal titolo infinite-scape, un unico paesaggio infinito, immaginando una quarta dimensione, anche virtuale, in grado di tessere relazioni capillari all’interno del territorio interessato. La città di Piacenza è il luogo di applicazione e verifica della costruzione nel tempo di questa visione strategica. Diviene importante definire una struttura capillare per la città che insieme alle sue caserme militari configura un nuovo paesaggio costituito da more space with less space che dal fiume Po e dal suo affluente Trebbia si estende alla produttività dei campi agricoli.

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