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Un piacentino tra i creatori dell’intelligenza artificiale che svela le fake news

Un sito per orientarsi nella giungla di notizie che circolano in internet e schivare le cosiddette “fake news”; è quanto si propone di fare askPinocchio.com, frutto del lavoro del piacentino Eugenio Tacchini – docente 43enne di sistemi informativi nella sede locale dell’Università Cattolica – e di altri cinque ricercatori, impegnati tra Italia ed estero (nella foto il team all’European Conference on Machine Learning, Eugenio Tacchini è il secondo da sinistra).

Il progetto sarà nuovamente presentato a Piacenza (dopo la partecipazione agli Stati Generali della Ricerca) in un incontro promosso da UniLab, in programma giovedì 13 settembre, alle ore 19, al e-QBO posizionato in piazzale Marconi (per info: https://www.facebook.com/events/243652583015975/).

Il team di “pionieri” ha dato vita a un’intelligenza artificiale, tra le prime del settore effettivamente attiva e fruibile, volta a riconoscere automaticamente l’inaffidabilità dei contenuti. AskPinocchio è on line da luglio 2018 e in due mesi ha già raccolto migliaia di contatti, a dimostrazione dell’interesse riscosso tra i “naviganti” del web.

La premessa può sembrare difficile, ma il funzionamento è semplicissimo: basta collegarsi al sito, “incollare” nello spazio indicato il link o l’url di una notizia di cui si vuole verificare la credibilità e poi attendere per pochi secondi il responso, che può variare da “credo che la notizia sia vera” a “non sono sicuro di questa notizia…potrebbe trattarsi di una fake news” con il suggerimento di eventuali approfondimenti e la possibilità di segnalare a propria volta alcune “dritte” sui contenuti.

askPinocchio

Non un oracolo dunque, ma uno strumento che si propone di diventare sempre più preciso ed efficiente, in qualità di “supporto nella valutazione consapevole ed autonoma dell’affidabilità dell’informazione condivisa sul web, aiutando (non sostituendo!) il prezioso lavoro di giornalisti e fact checker” come specificato dai fondatori.

“Abbiamo iniziato a pensarci un paio di anni fa, quando l’argomento non era ancora così “caldo” – racconta Eugenio – ; mi interessava provare a capire meglio il fenomeno, soprattutto dopo aver osservato come i social network fossero un tramite di diffusione incredibile delle fake news (notizie false ndr). Ci siamo resi conti di quante persone non valutino quello che leggono, forse perché non è ancora ben chiaro il ruolo dei social, che tanti scambiano per un vero e proprio media, mentre storicamente sono solo piattaforme tecnologiche per veicolare informazioni.”

In realtà, come mette in luce il docente, i social stanno facendo sempre più spesso i conti con le “bufale”, in grado di raggiungere in brevissimo tempo un numero di persone così elevato, da finire forzatamente sotto i riflettori; un’emergenza che ha spinto Facebook ad annunciare ripetutamente una serie di misure contro le fake news.

Eugenio e i suoi colleghi hanno deciso di offrire il loro contributo, prima con la pubblicazione di due articoli scientifici e poi sviluppando l’algoritmo, che giudica i contenuti sulla base di diversi “segnali” combinati; i principali sono l’analisi della diffusione in corso sui social network e quella del contenuto stesso della notizia (testo e parole utilizzate), entrambe implementate grazie ad un modello di “Machine Learning”. Infine la fonte del contenuto.

Per quanto riguarda la diffusione su social network, utilizzano come metro di valutazione chi ha interagito con i contenuti, sulla base del presupposto che gli utenti che tendenzialmente interagiscono con i contenuti “fake” (ad esempio condividendoli) tendono a farlo in modo ripetuto.

“In passato i tempi di diffusione di una notizia falsa erano molto più lunghi e i pochi media a disposizione facevano sì che prima o poi si bloccasse – spiega il ricercatore piacentino -; oggi la rapidità è tale che avere a disposizione uno strumento che possa fornirti un’indicazione immediata può fare la differenza.” Un passo concreto a sostegno dell’indipendenza dei singoli individui nel giudicare le informazioni e alla crescita del loro spirito critico.

I creatori di ask.Pinocchio sono Eugenio Tacchini (Università Cattolica, Piacenza), Gabriele Ballarin (Ricercatore indipendente), Luca de Alfaro (Università della California di Santa Cruz), Marco Della Vedova (Università Cattolica di Brescia), Massimo Di Pierro (De Paul University, Chicago), Stefano Moret (Scuola politecnica federale di Losanna).

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