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Un pullmino per la Pellegrina, venerdì la commedia per raccogliere i fondi

Venerdì sera la casa per malati di aids ospiterà lo spettacolo benefico “La cusciensa de Piero”

Una commedia per un sogno: un pulmino per la Pellegrina

Occorrono 14mila euro per attrezzare l’automezzo a trasporto disabili. Raccolti la metà con donazioni online

Sono arrivate a quota 7.662 euro le donazioni della campagna “Vengo anch’io” che l’associazione “La Ricerca” ha lanciato nel maggio scorso su Internet per raccogliere la somma necessaria, 14mila euro, ad attrezzare un pulmino per il trasporto disabili estremamente necessario agli ospiti della casa accoglienza per malati di aids “Don Venturini”.

Restano ancora pochi mesi per la raccolta online – che dovrà concludersi a maggio – che via via viene affiancata e promossa da eventi pubblici come la commedia brillante “La cusciensa de Piero” che la compagnia dialettale Vittadone Teatro porterà in scena venerdì sera, 28 settembre, nella grande corte della struttura di accoglienza gestita dall’associazione “La Ricerca” in Strada Agazzana 69 (inizio alle 21): scritta da Laura Zighetti (regia di Giovanni Pistore), la pièce proporrà una spassosa infilata di imprevisti (due coniugi imborghesiti attendono l’arrivo della figlia dall’America.

La figlia però si presenterà con una sorpresa che saprà smuovere le coscienze, in particolare quella del padre Piero, dando vita a una serie di esilaranti disguidi e fraintendimenti).

Il ricavato dello spettacolo benefico sarà interamente destinato a dar man forte alla raccolta-fondi online che – dicevamo – comunque continua sul portale retedeldono.it con un titolo che dice tutto: “Vengo anch’io” (per sapere come si può contribuire basta andare sul portale www.retedeldono.it o cliccando sul link https://www.retedeldono.it/it/progetti/associazione-la-ricerca-onlus/vengo-anchio-automezzo-attrezzato oppure attraverso il sito ufficiale dell’associazione www.laricerca.net).

“Per noi pullmino significa libertà – spiegano gli ospiti della Pellegrina -, la libertà di potersi muovere come gli altri, di andare in città, per i controlli periodici in ospedale, dal medico, dal dentista, per fare commissioni, ma anche per andare al cinema ogni tanto tutti insieme, o semplicemente due passi in centro.

E magari, perché no? qualche volta poterci spingere in provincia, o al mare, o in montagna, specie d’estate quando qui fa un caldo pazzesco! Abbiamo problemi di salute, tali da complicare anche le cose più semplici, alcuni di noi sono costretti sulla sedia a rotelle…ma l’aids che ha ferito la nostra esistenza, non ha spento il nostro attaccamento alla vita, il nostro bisogno di vita, i nostri interessi, le necessità quotidiane, le passioni, la voglia di stare insieme agli altri”.

E ancora: “Il problema è che non abbiamo alcun mezzo attrezzato adeguatamente per il trasporto delle persone in carrozzella. Molte di noi lo sono. Quindi per esigenze vitali, come le periodiche visite mediche, dobbiamo per forza sempre richiedere accompagnamenti a pagamento, che sono a nostro carico, un carico che pesa sulla pensione di invalidità, specie nei periodi in cui bisogna recarsi spesso anche in ospedale”.

(nota stampa)

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