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Via Roma è di chi ci vive. Le voci dietro al luogo comune foto

Via Roma è un clichè negativo di Piacenza. Il luogo per eccellenza della malavita, del degrado o della desertificazione forzata, imposta coi recenti divieti di apertura degli esercizi.

Anche la sede di PiacenzaSera.it si è trasferita da qualche mese nella zona di via Roma (in via Giordano Bruno nei locali della storica casa editrice “Vicolo del Pavone”). Non siamo rimasti insensibili al nostro nuovo quartiere, così ci siamo guardati intorno, abbiamo percorso le strade, parlato con le persone.

La nostra inchiesta non ha nessuna ambizione sociologica, nè tanto meno si propone di esaurire la rappresentazione della realtà multiforme del quartiere. Le interviste che seguiranno nelle prossime puntate realizzate da Micaela Ghisoni, nuova collaboratrice della nostra redazione, semplicemente cercheranno di smontare il clichè. Attraverso i volti e le parole.

via Roma black and white

Come introduzione abbiamo chiesto un contributo su via Roma al professor Giampaolo Nuvolati, docente piacentino di Sociologia urbana all’Università Milano Bicocca.

Ecco il suo testo

Periodicamente mi viene chiesto un parere su via Roma, a testimonianza che questo rimane un tema caldo della città di Piacenza. Sembra anzi l’unico tema. Certo è parte della natura umana (nella sua dimensione più animale) difendere il territorio, così come lo è migrare per cercare di sopravvivere pur stentatamente. Niente di nuovo.

Le tante “Via Roma” italiane costituiscono il precipitato locale e spesso problematico di dinamiche che hanno una valenza antropologica, storica e geografica ben più ampia e che non possiamo trascurare.

Quella storica concerne le profonde disuguaglianze e ingiustizie che hanno contraddistinto il rapporto tra Nord e Sud del mondo, soprattutto nelle fasi di colonizzazione. Quella geografica riguarda il processo di globalizzazione in atto che porta con sé aspetti di varia natura, soprattutto dal punto di vista della ormai inevitabile confronto tra culture diverse e la grande mobilità delle persone.

Non possiamo peraltro cavalcare la globalizzazione quando ci fa comodo e demonizzarla quando è motivo di disagio.

Piacenza capitale della cultura era una occasione importante per attrarre visitatori (consumatori, investitori) da tutto il mondo. Non me la immagino però una campagna informativa rivolta agli imprenditori e alle agenzie turistiche straniere, compresi i paesi arabi, in cui si invitano le mogli dei ricchi emiri a non venire a visitare Piacenza con il burqa o a non rispettare il ramadam all’ombra del Gotico, perché trattasi di costumi contrari alla identità piacentina.

Insomma credo avesse ragione il vecchio Marx (che non era sociologo o filosofo, ma era soprattutto economista) a ricordarci che alla fine è sempre una guerra tra ricchi e poveri.

L’ideologia è solo una sovrastruttura. Via Roma è tutto questo. Occorre intervenire per garantire la vivibilità e la sicurezza pubblica della zona? Certo! ma senza dimenticarci le storie disperate che stanno dietro ai migranti e alle loro famiglie, cercando di offrire loro ancora speranze per una vita dignitosa.

Pur con tutte le difficoltà e le contraddizioni insite in questa operazione, il raggiungimento di tale obiettivo è pressoché imprescindibile per ogni società avanzata e democratica che dir si voglia. E non è solo retorica, ma il punto di partenza di politiche pubbliche concrete.

Giampaolo Nuvolati*

*Professore ordinario di Sociologia dell’ambiente e del territorio presso l’Università degli studi di Milano Bicocca dove insegna Sociologia urbana. E’ stato presidente del Corso Magistrale di Sociologia e direttore del Dipartimento di Sociologia e ricerca sociale. Nel giugno del 2018 è stato rieletto direttore per un secondo mandato.

I suoi temi prevalenti di interesse riguardano la qualità della vita urbana, l’abitare, i conflitti tra popolazioni metropolitane residenti e non residenti, la flânerie come metodo di esplorazione urbana e indagine sociologca. Su questi argomenti ha scritto numerosi libri e articoli per editori e riviste nazionali e internazionali.

(1- continua)

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