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Arrestato il sindaco di Polesine-Zibello, interdetto (anche dai comuni piacentini) il segretario

Ha riflessi anche sul territorio piacentino l’operazione dei carabinieri che ha portato all’arresto di Andrea Censi, sindaco di Polesine Zibello, comune in provincia di Parma al confine con Piacenza.

Nell’ambito dell’operazione è stato infatti colpito da misura interdittiva il segretario comunale Giovanni De Feo che ricopre la stessa carica in diversi centri della provincia di Piacenza.

De Feo svolge infatti il ruolo di segretario in diversi comuni, tra cui Borgonovo, Gazzola, Ziano e Piozzano, sulla base di una convenzione siglata coi comuni di Polesine e Zibello, fusi da qualche anno.

Così anche altri comuni ora si ritroveranno senza segretario comunale. A De Feo vengono contestate irregolarità legate a i rimborsi chilometrici relativi ai suoi spostamenti di lavoro nell’arco del periodo di indagine.

All’alba, i carabinieri di Parma hanno dato esecuzione alla misura cautelare nei confronti di Censi, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Parma.

Gli inquirenti parlano di “un pervicace sistema di gestione della cosa pubblica, assolutamente asservito agli interessi privatistici del sindaco”, e di reati che vanno dalla corruzione al falso alla truffa e al peculato.

Oltre al primo cittadino di Polesine Zibello, è chiamato a rispondere del reato di corruzione anche un noto imprenditore del settore avicolo che, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, sarebbe stato agevolato nelle opere di ampliamento del sito di allevamento grazie al pagamento di una cospicua somma di denaro.

Secondo le accuse sarebbero state falsificate inoltre decine di delibere della Giunta municipale in violazione dei principi di trasparenza e collegialità della Pubblica amministrazione. Risulterebbe inoltre truccato un concorso pubblico per l’assunzione di uno degli alti dirigenti del Comune.

Sequestrato anche denaro, per diverse decine di migliaia di euro, presso istituti di credito delle province di Parma e Piacenza, che arriverebbe dalle operazioni contestate. I carabinieri stanno eseguendo ancora numerose perquisizioni anche presso le sedi del Comune finalizzate al reperimento di ulteriore documentazione probatoria.

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