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Bloccata in posta perchè il montascale non parte: ordinaria amministrazione?

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Bloccata per un’ora e mezza sul montascale della Posta centrale di Piacenza senza possibilità di scendere.

Una storia plausibile, ma non certo piacevole, in un’Italia che non ha “nulla di più definitivo del provvisorio e nulla di più provvisorio del definitivo”.

Lo diceva un po’ di anni fa il giornalista Giuseppe Prezzolini e ad oggi la situazione non sembra molto cambiata, se l’unico mezzo che permette ad un disabile l’accesso agli sportelli delle poste, non funziona.

L’episodio tragicomico mi ha visto protagonista stamattina, tra le 9,45 e le 11,15 circa.

Arrivata alla Posta centrale di Piacenza per fare una commissione, gli impiegati mi fanno posizionare sul montascale. Causa la mia disabilità e la mancanza di ascensore, si trattava dell’unica opzione valida per poter effettuare il prelievo.

Il montascale non parte. Niente da fare. Se avessi potuto sarei scesa e andata a un altro ufficio postale.
Nulla però è semplice come appare.

Durante gli innumerevoli tentativi di far funzionare l’attrezzo, il braccio posteriore di sicurezza si è chiuso, senza più rialzarsi.
Davanti le scale, dietro la sbarra hanno azzerato lo spazio di manovra di una carrozzina elettrica che da sola pesa più di un quintale. Impossibile quindi da sollevare.

Bloccata su un montascale che non è neppure partito (oltre al danno, la beffa) non restava che aspettare i tecnici specializzati, o i pompieri in alternativa.

Gli addetti alla manutenzione dovevano arrivare dopo un quarto d’ora. È passata un’ora, dopo svariate sollecitazioni delle impiegate postali.
Sbloccato il braccio posteriore con la brugola apposita, sono finalmente scesa.

Una delle tante storie all’italiana insomma, da “Striscia la notizia”.

Non si può certo dire che le impiegate postali non siano state disponibili: accorse in tante per cercare di sanare la situazione, hanno provato continuamente, in diversi modi, a far funzionare il montascale.

Non sapevano però molto a riguardo, aldilà dell’uso della chiave e di qualche bottone. Chiaramente non possono avere le stesse competenze di tecnici professionisti.

Il personale, estremamente gentile e costernato per l’accaduto, ha aspettato l’arrivo dei manutentori, che hanno confermato l’assenza di un meccanismo manuale alternativo del montascale da attivare in caso di emergenza.

Questione sollevata con amaro stupore da due carabinieri giunti sul luogo per caso: ”In caso di incendio o terremoto che si fa”? – hanno chiesto.

Il silenzio imbarazzato dei tecnici è stato più eloquente di mille parole.

“Tralasciando” (si fa per dire) tempo perso e impegni saltati; rischio di non prelevare per necessità di firma- le impiegate hanno fatto un’eccezione (e vorrei vedere!), sarebbe forse il caso di muoversi in fretta per sostituire un attrezzo fondamentale, da tempo malfunzionante.

“Questo aggeggio crea sempre problemi” mi hanno detto le impiegate della posta- “Due giorni c’è voluta un’ora per farlo funzionare con un’altra carrozzella-.

Quando si provvederà definitivamente? Quanto altro tempo andrà perso? Un ascensore alternativo in caso di guasto costa troppo sforzo?

Micaela Ghisoni

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