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Caos ripescaggi, ultimo atto di una commedia dell’assurdo

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Nella querelle sulla composizione dei campionati di serie C e di serie B siamo (probabilmente) arrivati all’ultimo atto della commedia dell’assurdo.

Il TAR della Lazio (l’unico che può pronunciarsi in materia sportiva) nella giornata di oggi ha dichiarato, se non illegittima, almeno impropria la decisione dell’allora Commissario della FIGC (Federazione Italiana Gioco Calcio) Fabbricini che aveva varato il campionato di serie B con 19 squadre (invece delle solite 22).

A questo punto occorre riepilogare tutta la storia affinchè ciascuno tragga le proprie conclusioni, certamente poco edificanti per il mondo del calcio e dei suoi componenti.

I VERDETTI DEL CAMPO – Al termine della stagione scorsa le classifiche dei campionati condannavano Entella, Novara, Pro Vercelli e Ternana (finite negli ultimi 4 posti della graduatoria) alla retrocessione in serie C. Dalla C, invece, venivano promosse in B Livorno, Venezia, Foggia, quali vincitrici dei rispettivi gironi, con l’aggiunta del Cosenza che si era aggiudicata i play off.

Delle 22 squadre di serie B, Avellino, Bari e Cesena erano prive dei requisiti necessari per iscriversi al campionato avendo in corso procedure di fallimento societario. In questi casi in passato si procedeva al cosiddetto ripescaggio secondo criteri complessi, ma precostituiti: tra le squadre retrocesse o, in sub ordine, tra formazioni di serie C che fossero andate molto vicine alla promozione.

Quest’anno, invece, il commissario Unico Federale (il Fabbricini) accoglieva la richiesta della Lega (il gruppo delle società della serie cadetta che governa ed amministra i campionati) e mutava il format del campionato riducendolo a 19 squadre. Il motivo? La spartizione dei proventi televisivi e commerciali che, evidentemente, portano un diverso importo se si divide per 19 o per 22.

Ma Fabbricini aveva il diritto di cambiare il format del campionato che, nel caso, andrebbe deciso con un anno di anticipo? E qui ha inizio la querelle.

I GRADI DI GIUDIZIO – Nello sport, e nel calcio in particolare, i primi gradi di giudizio sono il giudice Sportivo e quindi la Commissione Giudicante con relativi corsi e ricorsi. A seguire i giudici Federali (che rappresentano le varie Leghe) e, dopo ancora, il Consiglio Nazionale del CONI che sovrintende a tutti gli sport.

Se tutto ciò non bastasse si ricorre alla giustizia civile e, per ultimo, al Tar della Lazio. Per i tesserati federali non sarebbe concesso ricorrere alla giustizia civile, pena la radiazione. Norma sempre trasgredita, ma mai applicata.

Dopo innumerevoli corsi e ricorsi nelle varie sede di giudizio, il TAR della Lazio ha affermato che Fabbricini non aveva il diritto di cambiare il format dei campionati e, di conseguenza, si dovrebbe ora rivedere la composizione dei campionati.

CONSEGUENZE – Naturalmente i campionati di calcio dopo un breve rinvio hanno iniziato il loro corso sulla base di un calendario di B a 19 squadre e di C con 3 gironi a 20 squadre. Essendo però ancora aperto il corso della giustizia, le leghe di serie C e B hanno sempre rinviato le partite delle squadre reclamanti, alle quali si era aggiunta il Siena quale finalista dei play off.

E’ scontato che queste squadre dovranno recuperare, o in serie C o nel campionato cadetto, tutte le partite rinviate. Immaginate, dunque, la regolarità dei campionati. Perché il paradosso e la farsa non finiscono qui: delle sei squadre in lizza (c’è anche la Viterbese, il cui caso spieghiamo di seguito), solo 3 sarebbero eventualmente ripescate in serie B.

Quali? Non si sa. Le altre tre rimarrebbero in serie C, ma in quali gironi? L’assurdo potrebbe coinvolgere l’Entella, che ha già giocato una partita in serie C (battendo il Gozzano) e domani potrebbe ricominciare un altro campionato in serie B.

IL CASO VITERBESE – La squadra laziale (che partecipa senza equivoci al campionato di serie C) era stata inserita nel girone C (quello meridionale), decisione non accettata dalla società, che minacciava di non partecipare al campionato. Allora si è arrivati ad un curioso compromesso: se la Ternana sarà riammessa in serie B, la Viterbese prenderà il suo posto nel girone B della serie C.

COSA SUCCEDERA’ –  Non è facile prevederlo. E’ evidente che rigiocare due campionati già giunti alla decima giornata vorrebbe dire rifare tutti i calendari, con infiniti turni infrasettimanali, e mettere in discussione le future promozioni e retrocessioni.

Allora potrebbe esserci una soluzione all’italiana, ovvero un maxi risarcimento alle squadre reclamanti; magari con l’eccezione dell’Entella, la squadra che avrebbe maggior diritto alla serie B ed il cui ripescaggio non cambierebbe il calendario recuperando le partite con le squadre che finora hanno riposato.

Questo è il circo del calcio. Ed i tifosi?

Luigi Carini

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