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Confagricoltura: “Per i fondi alle filiere del lattiero-caseario attivato tutto il territorio”

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Nota stampa di Confagricoltura Piacenza

Il questi giorni è stata spedita al Presidente della Regione Emilia Romagna e all’Assessore all’Agricoltura dell’Emilia Romagna una lettera sottoscritta da tutte delle Organizzazioni Professionali Agricole ed Associazioni Imprenditoriali rappresentative della filiera del nostro Territorio.

Ci ha fatto piacere leggere che Coldiretti abbia condiviso di presentare alla Regione Emilia-Romagna la richiesta di attribuire ulteriori fondi da destinare ai progetti di filiera presentati sul Psr affinché non risultino degli esclusi, rileviamo il massimo grado di condivisione considerato che il comunicato stampa in cui ha lanciato la scorsa settimana la richiesta è molto simile alla bozza di lettera inviata proprio il giorno prima da Confagricoltura Piacenza a tutte le altre associazioni con lo scopo di presentare un appello comunemente sottoscritto, come peraltro auspicato dall’Assessorato all’Agricoltura regionale.

Guardiamo avanti e puntiamo all’obiettivo – commenta Filippo Gasparini, presidente di Confagricoltura Piacenza – il nostro è stato un lavoro di raccordo per presentare la richiesta di un territorio unito”.

L’appello è sottoscritto da Confagricoltura Piacenza, Cia, Coldiretti, Confindustria e Confcooperative. Ci siamo attivati sin dai primi di luglio, quando le graduatorie approvate, utilizzando i fondi disponibili sul Bando DGR 227/2017, hanno reso evidente che sarebbero stati finanziati tutti i progetti di filiera per i vari settori produttivi ad eccezione di quello Lattiero-Caseario, comparto per il quale le risorse a disposizione consentono ad oggi di finanziare solo 11 progetti su 19”.

Confagricoltura Piacenza ha preferito, pur nella consapevolezza che il percorso presentava più difficoltà lavorare alla presentazione di una richiesta congiunta da parte delle Organizzazioni Professionali Agricole ed Associazioni Imprenditoriali rappresentative della filiera agroindustriale perché il positivo esito dei progetti di filiera rappresenterebbe un valore per l’intero territorio.

“Noi – prosegue Gasparini – non vogliamo che vengano dirottate risorse all’agricoltura da altri impieghi virtuosi, ma chiediamo che vengano messe in campo tutte le azioni possibili per soddisfare l’intero fabbisogno dei progetti di filiera eventualmente recuperando fondi da altre Misure/Operazioni del PSR Emilia-Romagna non pienamente utilizzati.

Chiediamo che venga valutata anche la possibilità di richiedere per il tramite del Ministero delle Politiche Agricole finanziamenti aggiuntivi premiando la capacità e l’efficienza di spesa della Regione Emilia-Romagna sul PSR. Ciò consentirebbe al contempo di scongiurare il rischio di restituire ingenti risorse all’Unione Europea a causa dell’inefficienza di altre Regioni italiane, eventualità da evitare, in un momento di risorse scarse, ancor più alla luce della difficile situazione economica del Paese”.

Confagricoltura Piacenza condivide e sottoscrive l’appello presentato anche da Agrinsieme. La filiera lattiero-casearia dell’Emilia-Romagna rappresenta un fiore all’occhiello dell’economia regionale che va salvaguardato e sostenuto, soprattutto alla luce della critica situazione legata alla fondamentale necessità di ristrutturazione del settore a seguito della fine del regime delle “quote”, in un contesto di concreto rischio di ridimensionamento della capacità produttiva, e a fronte del fatto che il nostro Paese risulta deficitario di circa 80 milioni di quintali di latte rispetto al fabbisogno complessivo.

Inoltre, il finanziamento dei progetti collocati dal 12° al 19° posto della graduatoria del settore lattiero-caseario genererebbe un volano di oltre 50 milioni di investimenti, la cui ricaduta positiva andrebbe a beneficio di comparti artigianali ed industriali di eccellenza presenti nella nostra Regione per la realizzazione di strutture e di attrezzature zootecniche a cui vanno aggiunte le positive ricadute occupazionali che vedono, tra l’altro, il settore come uno dei preziosi esempi di positiva integrazione tra manodopera straniera e locale.

“Abbiamo voluto presentare un appello congiunto sottoscritto dalle Organizzazioni professionali agricole, ma anche da rappresentanze del modo industriale e cooperativo. Una richiesta dal territorio per il territorio – conclude Gasparini – consapevoli di assegnare un arduo obiettivo alla Regione Emilia-Romagna, ma fiduciosi delle sue comprovate capacità e del suo impegno”.

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