PiacenzaSera.it -  Notizie in tempo reale, news a Piacenza, cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Dal porto di La Spezia un etto di coca a settimana per la Bassa Piacentina foto

Dal porto di La Spezia un etto di cocaina a settimana per la Bassa Piacentina; un rifornimento che consentiva ai “venditori al dettaglio”di compiere fino a 40 cessioni di droga al giorno, servita direttamente a domicilio, nella casetta delle lettere condominiale o nel contatore del gas di casa.

Procura e carabinieri

Un traffico con base tra Cortemaggiore, San Pietro in Cerro e Caorso, che poteva contare su decine di clienti da Castelvetro a Podenzano.

Questo l’importante giro di spaccio descritto dagli inquirenti e che ha spinto i carabinieri del nucleo investigativo di Piacenza, coordinati dal sostituto procuratore Matteo Centini, a chiedersi da dove provenisse una tale quantità di stupefacente, risalendo a quello che è considerato dagli investigatori il primo canale di approvvigionamento, ovvero il porto turistico di La Spezia.

carabinieri operazione romeo

Un’inchiesta sfociata nell’emissione di dieci misure di custodia cautelare eseguite nei giorni scorsi nei confronti di sei piacentini, quattro uomini e due donne, e quattro albanesi. Si tratta di un 54enne, un 55enne, un 52enne e una 49enne di Cortemaggiore, un 39enne residente a Caorso e una 40enne di Borgonovo.

Gli stranieri sono un 30enne albanese residente a Cadeo e un suo connazionale sempre di 30 anni, rintracciato nella zona di Firenze. A tutti è stata contestata la detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

Altri due albanesi sono ancora latitanti, ma gli investigatori li avrebbero già individuati oltre confine e sono in corso le procedure necessarie alla cattura, con il supporto delle autorità competenti del luogo. Nell’inchiesta risultano indagati 17 soggetti.

“Un’indagine particolare – ha sottolineato il procuratore della Repubblica Salvatore Cappelleri in conferenza stampa -, poiché siamo riusciti a individuare i fornitori, che probabilmente facevano arrivare dall’Albania la cocaina, oltre al gruppo di albanesi e italiani che operavano nella provincia di Piacenza”.

L’inchiesta è nata a settembre 2017, in seguito all’arresto del 54enne di Cortemaggiore considerato dagli uomini dell’Arma il principale spacciatore del gruppo piacentino. “Non ci siamo voluti fermare lì – ha aggiunto il sostituto procuratore Matteo Centini – perché ci siamo posti il problema di capire da dove arrivasse la droga, avviando una serie di accertamenti tecnici che ci hanno portato a lavorare anche in altri territori, con pedinamenti, controlli e osservazioni”.

Un lungo lavoro che ha condotto gli investigatori a delineare la collaborazione tra due distinti gruppi; da un lato gli albanesi, che intercettavano la cocaina al porto turistico di La Spezia (dove uno di loro lavorava anche come skipper) e dove avevano a disposizione un box. Grossi acquisti di stupefacente che secondo i carabinieri finanziavano compiendo furti ingenti nelle ville fiorentine (otto quelli contestati), da cui traevano in parte le somme necessarie per finanziare il traffico.

Dall’altra parte il gruppo dei piacentini, che si rivolgeva agli stranieri per comprare la cocaina da destinare al mercato dello spaccio locale. Un commercio remunerativo, che secondo la Procura portava nelle tasche degli spacciatori “nostrani” circa 12mila euro al mese.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.