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Emergenza casa, Caritas e Fondazione: “In due anni aiutate 112 persone” video

Casa tra le case: è tempo di tracciare un bilancio dei primi due anni del progetto sull’emergenza abitativa realizzato da Fondazione di Piacenza e Vigevano e Caritas diocesana.

progetto casa Caritas e Fondazione di Piacenza e Vigevano

I dati sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa in Fondazione, alla presenza di Giuseppe Chiodaroli, direttore Caritas Diocesana (in video), e di Massimo Toscani, presidente dell’enti di via S. Eufemia.

A Piacenza sono state centododici le persone assistite, di cui trentacinque minori, e quarantotto progetti di accoglienza realizzati, oltre la metà dei quali già conclusi con esito positivo.

Sono i numeri dei primi due anni di attività del progetto Casa tra le case, avviato nel giugno 2016 dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano e dalla Caritas Diocesana di Piacenza-Bobbio.

Un bilancio positivo, secondo il direttore Caritas Chiodaroli: “La riuscita del progetto è data dal fatto che le persone aiutate escono dallo stato di bisogno e tornano nella normalità, abbiamo accompagnato le famiglie a risolvere i loro problemi, non solo quello della casa”.

Il presidente della Fondazione Toscani ha sottolineato: “E’ un progetto che si rivolge alle presone fragili e in stato di disagio, casa e lavoro sono infatti i bisogni principali individuati da uno studio eseguito dalla Cattolica.

Da due anni insieme alla Caritas abbiamo iniziato a occuparci del tema casa, senza mettere in atto un percorso di assistenzialismo, c’è stato infatti un accompagnamento fuori dalla crisi per diverse famiglie. Molte sono uscite dal periodo di crisi in un periodo rapido, questa idea dell’accompagnamento fa parte di un progetto più ampio di sostegno alle persone in stato di bisogno”.

Casa tra le case è nato dalla volontà di sostenere le famiglie in situazione di disagio abitativo. Il progetto è pensato per nuclei privi di abitazione adeguata, che abbiano necessità di un sostegno abitativo transitorio in vista di una abitazione su libero mercato o in alloggio Erp.

Si rivolge a famiglie, anche sotto sfratto, con o senza minori e con ridotta capacità reddituale; e singoli in situazione di momentanea difficoltà occupati in settori con orari non compatibili con le normali strutture di accoglienza.

Il progetto offre percorsi di educazione e di reinserimento sociale attraverso un proposta condivisa e responsabilizzante, al fine di accompagnare le persone verso una autonomia abitativa e di vita.

I DATI.

Fino ad ora sono stati ospitati 32 nuclei familiari e 16 singoli. Attualmente ne usufruiscono 20 nuclei: 13 famiglie e 7 singoli; sono in valutazione altre 5 domande di ingresso.

Delle 48 ospitalità realizzate, 7 interventi hanno riguardato donne sole con figli e 10 progetti hanno accolto nuclei con persone con disabilità. Il 50% delle ospitalità realizzate ha riguardato nuclei di persone con cittadinanza italiana, mentre la restante metà ha coinvolto nuclei stranieri.

Sono 25 gli appartamenti a disposizione dell’utenza, di cui due in provincia e i restanti nel comune capoluogo, a cui dovrebbero aggiungersi in futuro altre unità. Sono stati reperiti a prezzi calmierati tramite una rete territoriale che coinvolge, insieme a Fondazione e Caritas, Comune di Piacenza, Ausl, enti ecclesiali, associazioni di volontariato e privati.

Delle attuali 25 strutture, 22 sono riservate all’ospitalità di famiglie, mentre 3 sono riservate a singoli. Mediamente, il periodo di occupazione dell’alloggio è di 12 mesi, comprensivo di alcuni brevi progetti di 1-3 mesi e di un paio di ospitalità rinnovate fino a 18 mesi.

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