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Insegnamento dell’inglese al nido, Piacenza fa scuola con Edugate

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Insegnamento della lingua inglese ai bimbi dell’asilo nido, e promozione del bilinguismo nei sistemi educativi della prima infanzia, Piacenza fa scuola.

Nella prossima settimana, dall’8 al 12 ottobre, la nostra città ospiterà 40 educatori provenienti da paesi dell’Est e Nord Europa, grazie al progetto Edugate che vede proprio Piacenza come capofila forte dell’innovativa esperienza del nido internazionale di via Sbolli.

I dettagli della manifestazione sono stati presentati in conferenza stampa dal sindaco Patrizia Barbieri e dall’assessore Federica Sgorbati.

Partner della ricerca, che rientra nel programma europeo Erasmus Plus, l’università di Milano Bicocca – UNIMIB, istituto FINI (Radece – Slovenia), università di Gothenburg (Svezia), municipalità di Krasne (Polonia), istituto Angel (Praga – R. Ceca) e City Council di Riga (Lettonia).

I finanziamenti accordati su 3 anni (dal 2016 al 2019) sono complessivamente di 417.410 euro, di cui circa 83 mila assegnati proprio a Piacenza.

Durante le 5 giornate piacentine i partecipanti si confronteranno, rigorosamente in lingua inglese, su materiali didattici, metodologie di insegnamento: il tutto confluirà in una pubblicazione che conterrà la conclusioni del progetto.

L’inglese, offerta formativa del servizio educativo di via Sbolli

Metodologie e pratiche innovative di Edugate, fondate sulla partecipazione attiva dei bambini e sul gioco, sono quotidianamente utilizzate nel servizio educativo di via Sbolli, dove sono presenti due insegnanti che fanno parte dello staff del progetto.
L’apprendimento della lingua inglese osserva strategie diverse a seconda della sezione, in considerazione dell’età dei bambini: i piccoli del nido, immersi precocemente nella lingua inglese, sono sistematicamente osservati per valutare i tempi e le modalità in cui si manifesta la produzione del linguaggio verbale nelle due lingue, mentre i bambini della sezione infanzia fruiscono di approcci e strategie di apprendimento più complessi.
L’esperienza bilingue trova il suo fondamento nella relazione tra educatori e bambini: un educatore per sezione crea un ambiente di semi-immersione utilizzando la lingua inglese (L2) nelle situazioni di vita quotidiana. L’inglese viene poi utilizzato in specifici percorsi didattici basati su attività di gioco: di volta in volta sono proposti temi per strutturare le interazioni linguistiche, ad esempio famiglia, animali, cibo, parti del corpo, mezzi di trasporto, numeri, matematica di base; lo stesso tema viene proposto per alcuni giorni, per poi essere ripreso in tempi successivi.
I temi scelti sviluppano la comprensione cognitiva e sociale dei bambini; di volta in volta sono organizzate attività di gruppo per stimolare la cooperazione, attraverso l’ausilio di materiali didattici: pupazzi, oggetti di scena, giocattoli, canzoni e rime, materiali tecnologici (CD, tablet, app), libri d’autore in lingua originale o tradotta.
Per due giorni alla settimana è presente un’educatrice di madrelingua per facilitare il corretto apprendimento dei suoni e della melodia.
La valutazione dell’evoluzione linguistica avviene in forma di gioco con la somministrazione di test, all’inizio e alla fine dell’anno educativo, a cura dell’Università di Milano Bicocca.

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