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“Insegnanti primo baluardo contro il bullismo”, corso di formazione all’Isii Marconi foto

“Insegnanti primo baluardo contro il bullismo e il cyberbullismo, comportamenti che spesso nascono all’interno della scuola”.

Una considerazione che introduce il corso di formazione per docenti di scuole medie e superiori di Piacenza, all’Isii Marconi, voluto da prefettura di Piacenza, ufficio scolastico provinciale e Ausl e che cade a ridosso del deplorevole fenomeno delle risse tra giovanissimi organizzate via social.

“E’ fondamentale – dice Pietro Vincini della polizia postale – informare gli insegnanti su quelle che sono le loro funzioni e compiti, ossia il segnalare alle autorità fenomeni di bullismo e cyberbullismo, in modo da poter intervenire nei confronti dei ragazzi e dei loro genitori. I reati più diffusi in rete, rispetto a questo tema, sono la diffamazione e il sexting, ossia la condivisione di immagini inappropriate di coetanei”.

I ragazzi rischiano denunce e, di conseguenza condanne, sottolinea l’ispettore Vincini: nel caso del sexting possono essere contestati i reati di produzione, detenzione e divulgazione di materiale pedo pornografico, a cui si possono aggiungere la violazione della privacy (dei ragazzi fotografati e immortalati in video) e la diffamazione”.

Nel caso di detenzione di materiale pedo pornografico si rischia da un anno a 6 mesi di carcere, questo nel caso in cui i “cyber bulli” abbiano più di 14 anni. Ma questa soglia d’età potrebbe non essere sufficiente per metterli al riparo da ripercussioni legali. “Tocca al giudice decidere” dice Vincini.

Quale quindi il compito degli adulti? “Bisogna alfabetizzare gli adulti nei confronti dei reali rischi” – spiega l’educatore e counselor Alberto Genziani –. Ad esempio il 70% dei bambini iscritti alle elementari ha un cellulare, il che è devastante, oppure ragazzini delle medie che hanno già un proprio canale Youtube, grazie alla falsificazione della loro età; abbiamo ragazzi che sono frequentatori notturni della rete, con giochi on line. In questi anni il fenomeno del bullismo è cambiato, i fondi a disposizione sono scarsi e i progetti attivati mettono al centro non i ragazzi ma gli adulti, e hanno una scarsa efficacia progettale”.

Durante l’incontro, introdotto dal vice prefetto Leonardo Bianco, ha preso la parola anche la psicologa Paola Frattola, e si è esaminata la ricerca, condotta da Marco Piccoli sulla diffusione del bullismo e del cyberbullismo nelle scuole di Piacenza.

Indagine che contiene dati allarmanti: alle scuole superiori l’80% degli studenti conosce coetanei vittime di bullismo. Un tema che sarà ulteriormente approfondito a metà del prossimo mese, in occasione di un grande convegno dedicato al disagio giovanile organizzato dal prefetto Maurizio Falco al liceo Gioia.

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