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La struggente “Filumena” di D’Abbraccio incanta il Municipale

Tante attrici hanno indossato i panni di Filumena Marturano, ma l’interpretazione di Mariangela D’Abbraccio resterà nei nostri occhi e nei nostri cuori a lungo.

Il grande classico di Eduardo De Filippo, scritto per la sorella Titina nel 1946, ha rappresentato la sfolgorante apertura della stagione di prosa al Teatro Municipale di Piacenza, curata da Teatro Gioco Vita con la direzione artistica di Diego Maj.

Una messa in scena molto fedele, quella di Liliana Cavani al suo esordio nella regia teatrale, rispetto alla prima edizione eduardiana, anche se a compiere la magia sono i protagonisti, Mariangela D’Abbraccio e Geppy Gleijeses, entrambi cresciuti artisticamente con Eduardo De Filippo, accompagnati da un solido cast.

Come dicevamo all’inizio, però, è l’interpretazione della D’Abbraccio a conquistare il Municipale, che le tributerà alla fine della rappresentazione 10 minuti di applausi con standing ovation.

La sua Filumena tocca tutte le corde possibili dell’animo femminile e le fa vibrare con un’intensità e un’autenticità rare: il sacrificio, la gelosia, l’amore diverso, seppur ugualmente potente, per il proprio uomo e i propri figli, la dignità, l’ironia.

E’ il testo di Eduardo più rappresentato, in Italia e all’estero, e le vicissitudini di Filomena ci sono note: inizia giovanissima, a soli 13 anni, a prostituirsi perché di famiglia poverissima e proprio così conosce Domenico Soriano, don Mimì, benestante e donnaiolo incallito

La loro è una relazione duratura, e dopo 25 anni, Filumena si finge moribonda per farsi sposare e regolarizzare così la loro unione. Ma quando l’inganno viene svelato la donna fa una rivelazione sconvolgente: ha avuto 3 figli e don Mimì è il padre di uno di questi.

Domenico cerca inutilmente di capire quale sia suo figlio, ma alla fine capisce che “i figli so’ figli…e so’ tutti uguali” e sposa finalmente Filumena. Circondata dai suoi ragazzi, con a fianco il marito con cui scambia un bacio un bacio di vera passione, Filumena può finalmente concedersi il lusso della felicità e sciogliere quel nodo che le stringe il cuore.

“Quant’è bello chiagnere” dice alla fine, e noi siamo d’accordo con lei.

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