PiacenzaSera.it -  Notizie in tempo reale, news a Piacenza, cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

La preziosa pittura delle piccole cose, i mondi di Simonetta in mostra al Farnese fotogallery

Piccole cose rubate alla consuetudine, oggetti e visioni di ogni giorno fissati nel chiarore o nella penombra di un eterno istante, reso essenziale dalla riflessione della pittura e di chi sa mantenerla in vita.

Simonetta Bricchi era tra questi e ce lo ricorda l’esposizione inaugurata sabato 6 ottobre nello spazio mostre di Palazzo Farnese, retrospettiva dedicata all’artista piacentina prematuramente scomparsa nel 2016. Non a caso il titolo è “Simonetta disegna e dipinge”, appropriata didascalia alle cinquanta opere in mostra fino al 21 ottobre (venerdì, sabato e domenica dalle ore 15 alle 19), grazie all’iniziativa promossa da Officina dell’Arte in collaborazione con il Comune di Piacenza.

Paesaggi e nature morte di chiara ascendenza morandiana compongono il nucleo più consistente della sua produzione, realizzata a partire dai primi anni Ottanta. Nelle tele dominano atmosfere bruciate, spente e ritirate, spogliate di timidezza negli ultimi lavori, dove sperimenta tonalità accese e contrasti più definiti, sempre caratterizzati da una stesura velata e ragionata, volta a lasciare della materia solo l’indispensabile.

“Simonetta è nelle sue opere” ha raccontato al numeroso pubblico intervenuto al battesimo dell’evento, Antonella Gigli, direttrice dei Musei civici e amica della pittrice, sua collaboratrice per sedici anni: “Simonetta è negli autoritratti, in quelli più tempestosi della giovinezza e poi in quelli più ripiegati dell’età matura, dove rivedo la parte di vita che ho vissuto vicino a lei, con tutte le sue sfaccettature. Io li trovo bellissimi, così come i paesaggi solitari e appartati o gli oggetti quotidiani, velati di tristezza; una pittura di piccole cose, resa preziosa da una luce gessosa o a volte malinconica”.

Un’artista con radici profonde nelle correnti del Novecento, ha ricordato Bruno Missieri, suo insegnante all’istituto Gazzola: “Simonetta trovava i suoi riferimenti in quel movimento artistico che dalla metà degli anni Dieci raggiunge gli anni Sessanta, in un discorso parallelo a quello dell’amatissimo Giorgio Morandi, dal quale cercava di allontanarsi pur conservandone la moralità del dipingere e la volontà di non tradire il vero nell’interpretazione, continuando a misurarsi con la questione compositiva”.

Problematiche che spingevano la pittrice a rielaborare più volte le opere, in cerca forse della soluzione alla domanda che riaffiorava a più riprese nelle conversazioni con amici e colleghi: perché dipingere? Dubbio a cui gli organizzatori dell’esposizione e i tanti volti a lei cari, hanno risposto citandola nella prima pagina del catalogo della mostra, con quel suo “bisogno di stendere il colore sulla tela” che è forse l’unica origine di ogni pittura.

Simonetta Bricchi (1956 – 2016) ha frequentato la scuola d’arte Felice Gazzola a Piacenza e si è diplomata all’istituto d’Arte Paolo Toschi di Parma. Ha lavorato ai Musei di Palazzo Farnese fino al 2016.

Per informazioni sulla mostra: http://www.palazzofarnese.piacenza.it/altre-info/altre-iniziative-nel-palazzo/simonetta-disegna-e-dipinge

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.