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Mille euro di spesa mensile a coppia? (Forse) avrete il reddito di cittadinanza

Sul reddito di cittadinanza che il governo Lega-Cinquestelle vuole adottare aleggiano ancora parecchi interrogativi.

Non sono ancora stati chiariti i criteri di erogazione, a chi spetterà realmente e quali acquisti (al netto delle “spese immorali”) si potranno fare. Si presume che tuttavia che siano i più poveri ad avere la precedenza per ottenere il sussidio, per questo l’unica domanda sensata che ci possiamo porre è: chi sono i più poveri?

L’Istat – per stabilire chi è povero e chi no – e quindi potrebbe ragionevolmente ambire al prossimo reddito di cittadinanza, prende in considerazione il parametro della “povertà assoluta”, secondo cui un individuo è povero quando la sua spesa mensile è inferiore a una certa cifra minima.

Denaro per acquistare “un paniere di beni e servizi considerati essenziali per evitare gravi forme di esclusione sociale”.

Questa spesa mensile varia sulla base della collocazione geografica e dell’età dei componenti del nucleo familiare. In una città come Piacenza, con più di 50mila abitanti, l’Istat ha individuato le seguenti soglie di spesa mensile se il nucleo famigliare è composto da due persone.

Se la spesa mensile si aggira intorno ai mille euro (a coppia), allora orbitate nella sfera della povertà assoluta. Ecco il dettaglio con le diverse casistiche

Spesa di 960 euro complessivi al mese se i due componenti sono over 75

Spesa di 1027 euro se i componenti sono un over 75 e un soggetto di età compresa tra 18 e 59 anni

Spesa di 1034 euro se entrambe i componenti sono di età compresa tra 60 e 74 anni

Spesa di 1054 euro se i componenti hanno da 1-4 anni e da 18-59 anni

Spesa di 1065 euro se i componenti hanno da 60-74 anni e da 18-59 anni

Spesa da 1097 euro se entrambe hanno da 18 a 59 anni

Spesa da 1112 euro se i componenti hanno da 11 a 17 anni e da 18-59 anni

Nella tabella interattiva di Infodata de “IlSole24Ore”, si può variare il numero di componenti del nucleo familiare per spostare la soglia di povertà assoluta.

Nel 2017 l’Istat ha stimato nel nostro Paese in povertà assoluta 1 milione e 778 mila famiglie residenti in cui vivono 5 milioni e 58 mila individui. L’incidenza di povertà assoluta è pari al 6,9% per le famiglie (da 6,3% nel 2016) e all’8,4% per gli individui (da 7,9%).

L’incidenza della povertà assoluta aumenta prevalentemente nel Mezzogiorno sia per le famiglie (da 8,5% del 2016 al 10,3%) sia per gli individui (da 9,8% a 11,4%), soprattutto per il peggioramento registrato nei comuni Centro di area metropolitana (da 5,8% a 10,1%) e nei comuni più piccoli fino a 50mila abitanti (da 7,8% del 2016 a 9,8%). La povertà aumenta anche nei centri e nelle periferie delle aree metropolitane del Nord.

Secondo l’elaborazione condotta da Infodata de “IlSole24Ore” un’ampia parte dei poveri che vivono al Nord è costituita da persone nate all’estero e poi immigrate nel nostro paese.

Sappiamo infatti che quando un individuo vive in una famiglia composta da soli stranieri il rischio di essere poveri si moltiplica.

Uno stereotipo assai diffuso vorrebbe i pensionati come colpiti dalla povertà, ma le ricerche svelano che è vero l’opposto. Anzi, paradossalmente, essi risultano in difficoltà economica meno di frequente rispetto a chi lavora.

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