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Minacciato sul posto di lavoro perchè omosessuale. Arcigay: “Basta silenzi”

Minacciato sul posto di lavoro perché omosessuale. Vittima un giovane 28 enne piacentino. La denuncia di Arcigay durante il recente congresso provinciale della Cgil.

Davide Bastoni, presidente di Arcigay Piacenza, afferma: “Basta silenzi, segnalateci i casi, non siete soli!”

La vittima sarebbe un ragazzo piacentino di 28 anni (F.B.) assunto a settembre in una nota ditta locale, tramite agenzia interinale, come apprendista operaio.

Il tutor a cui sarebbe stato affiancato avrebbe più volte espresso giudizi e minacce sull’orientamento sessuale di F.B., anche in presenza di testimone che confermerebbe il fatto. “Se sei gay ti investo con il muletto” , “Sono etero e odio i culattoni”. Sono queste le parole che avrebbe utilizzato il “tutor” nei confronti di F.B.

F.B., che ora non lavora più in questa ditta, ha deciso di denunciare il fatto alla nostra associazione: “mi sono sentito minacciato e offeso semplicemente per quello che sono. Non è possibile che nel 2018 accadano ancora questi fatti e non si faccia nulla per evitarli. Alcuni giorni fa sono tornato in azienda per chiedere spiegazioni e denunciare i soprusi: inizialmente il Direttore non mi credeva, poi quando un collega coraggioso ha confermato la mia versione, allora il responsabile mi ha chiesto scusa.

Non è stato facile, ma alla fine mi sono detto che qualcuno deve pure iniziare a denunciare queste discriminazioni”.

Il Presidente di L’Atomo Arcigay Piacenza, Davide Bastoni, conferma di essere a conoscenza dell’episodio. Queste sono le sue parole in merito: “Prima di tutto ringraziamo F.B. per il coraggio nel denunciare ciò che è successo; a lui va la nostra vicinanza e supporto. A noi non ci compete l’aspetto legale della vicenda, sarà F.B. a prendere eventuali decisioni in merito se lo ritenesse opportuno.

Come associazione interessa segnalare come, purtroppo, ancora molti subiscono soprusi e discriminazioni sia sul posto di lavoro, sia in famiglia, ma non trovano la forza di denunciarli. Per questi motivi noi mettiamo a disposizione la nostra associazione a chiunque volesse aprirsi in merito a discriminazioni ricevute.

Dispiace notare come stereotipi e ignoranza siano ancora presenti tra i cittadini anche a Piacenza. Ribadiamo la necessità di insegnare il rispetto e l’educazione sessuale nelle scuole come indicato dalla comunità scientifica internazionale, per accogliere le differenze anche in tema di orientamenti sessuali.

Vorrei infine sapere se possiamo contare sul Comune di Piacenza per la lotta a questo tipo di discriminazioni? Cosa intende fare il Comune di Piacenza per contrastarle?

Anche l’Avvocato Donatella Scardi, Presidente di Telefono Rosa Piacenza, esprime la propria solidarietà al ragazzo discriminato: “queste violenze verbali, molto simili alle violenze che subiscono le donne anche in ambiente domestico, sono purtroppo sottostimate perché esiste una difficoltà a denunciarle per paura e perché anche i testimoni spesso non sono disponibili a dichiarare quanto visto. Occorre una grande opera di sensibilizzazione, che deve per forza partire dalla scuola e dalle istituzioni”.

Infine altre associazioni locali vogliono esprimere, tramite questo comunicato, la loro vicinanza a F.B. e a tutti coloro che sono discriminati sia in famiglia che sul posto di lavoro, al grido “coraggio, non siete soli!”: Non Una di Meno Piacenza, Telefono Rosa Piacenza, Agedo Milano, Famiglie Arcobaleno, Amnesty International Piacenza, Fiorenzuola Oltrei i Confini, Associazione Libera Piacenza, Arci Piacenza. (nota stampa)

Nel video la denuncia di Davide Bastoni al congresso provinciale della Cgil (dal timelapse – 9minuti e 50 secondi il racconto)

Nella foto un corteo arcobaleno a Piacenza

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