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Nel piacentino 8mila ettari coltivati a grano duro “Produzione da valorizzare” foto

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“Grano duro: nuove prospettive 2019”. Con le nuove semine alle porte, ha ruotato intorno a questo tema il convegno promosso da Terrepadane e andato in scena questa mattina – lunedì primo ottobre – nella gremita sala Bertonazzi del palazzo dell’Agricoltura di Piacenza.

La mattinata ha rappresentato un momento di riflessione sull’annata 2018, particolarmente complicata per il settore, a causa del clima e delle quotazioni sul mercato.

Nel Piacentino sono quasi 8mila gli ettari dediti a grano duro. A introdurre gli interventi questa mattina è stato il direttore di Terrepadane Dante Pattini. “Crediamo nella filiera – ha affermato – perché vogliamo valorizzare al meglio le produzioni dei nostri soci. Nello specifico, mai come quest’anno nel settore dei cereali autunnali – grano duro, tenero e anche biologico – ci siamo impegnati per offrire contratti di coltivazione con condizioni particolarmente vantaggiose per i nostri agricoltori”.

“E’ uno sforzo unico e importante che rispecchia la mission alla base del Consorzio da sempre, quella di riconoscere il ruolo fondamentale dei coltivatori. Le partnership di medio-lungo periodo che costruiamo con le industrie leader nel mercato nascono quindi con la finalità di offrire alle aziende agricole sbocchi commerciali sicuri con prezzi trasparenti e in linea con il mercato e con accordi che premiano la qualità del prodotto”.

Forte l’impegno anche nell’innovazione: “Stiamo portando avanti un rinnovamento sia nelle tecniche colturali sia nelle scelte varietali. La ricerca va avanti e noi vogliamo essere sempre all’avanguardia”.

Al tavolo dei relatori – oltre agli esperti Terrepadane Paolo Guardiani, responsabile assicurazione qualità, Giorgio Mazzoni, responsabile agronomico  e Marco Cappelli, responsabile cereali e mangimi – sono intervenuti Emilio Ferrari, responsabile degli acquisti di grano duro e semola di Barilla e Vittorio Rossi, docente dell’università Cattolica.

Il grano – ha concluso il presidente di Terrepadane Marco Crotti – è in assoluto la prima coltura del territorio piacentino, in termini di superfici ad essa dedicate. La sfida di Terrepadane è quindi valorizzarla, anche come modello di sostenibilità per portare un ritorno al reddito delle imprese agricole”.

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