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“No ai medici burocrati, sì alla conferenza socio sanitaria aperta ai cittadini”

Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa del Comitato “I Castlan i disan No!” a firma del presidente Silvia Brega, che riflette sul rischio di trasformazione della professione medica in un mestiere da burocrati e si unisce alla proposta lanciata dal sindaco di caorso di aprire la conferenza socio sanitaria anche ai cittadini,

La nota stampa – Come trasformare l’arte del medico in mestiere da burocrate

Alla luce di quanto sta accadendo nella sanità pubblica, si assiste ad una trasformazione dell’arte di fare il medico in un mestiere da mero burocrate. Il piano sanitario approvato il 31 marzo 2017 contempla infatti, la presenza sul territorio delle case della salute che rappresentano tutt’altro di quanto dovrebbero essere: un punto di prestazione di servizi. Ma, oggi ci risultano soltanto una gabbia per i professionisti medici che vi lavorano. Coloro che aderiscono al progetto in cambio della segretaria, dell’infermiera, della coordinatrice ecc. fornite da Asl, dovranno aderire e rispettare piani diagnostico terapeutici standardizzati per gestire le cronicità dal diabete alla Bpco dal cardiopatico all’iperteso etc. E ciò portando i medici ad essere puri burocrati valutati con grafici e numeri dai Dirigenti Asl, non per come curano i propri pazienti, ma sulla base del rispetto dei parametri imposti che, se bene svolti, vedranno riconosciuto al medico il contributo economico adeguato a ogni progetto oltre allo stipendio.

Ecco che allora la bellissima arte del medico (arte in quanto oltre alle competenze e professionalità, deve contenere l’aggiunta di una buona dose di preparazione personale oltre che di estro e intuizione), si trasforma in un mestiere standardizzato e ripetitivo come quello di Charlie Chaplin in catena di montaggio. Verrebbe così disumanizzata una professione il cui fattore umano dovrebbe essere la linfa vitale.

Le sacrosante parole scritte dal dottor Miserotti al momento del proprio congedo anticipato per la pensione, ci giungono più che mai comprensibili: “Ho sempre inteso la mia professione come un servizio e oggi non mi ci ritrovo più”. Inoltre, ci risultano del tutto condivisibili le lamentele dei medici di medicina generale che non possono più prescrivere mammografie e ecografie insieme, normalmente richieste insieme dai migliori centri di eccellenza senologica, in quanto la Direttiva Regionale imposta dai politici e dai loro burocrati ha deciso così, applicando contemporaneamente il blocco nel nuovo sistema informatico di tali prescrizioni in combinazione e rimandando tale prescrizione al vaglio di un ente sanitario terzo.

Come è possibile che al medico di medicina generale che deve gestire le varie cronicità “con scienza e coscienza” non abbia più la possibilità di prescrivere determinate terapie? Forse i bravi professionisti non godono più della fiducia del servizio sanitario o la longa manu dei politici e dei burocrati che lo governano vuole assicurarsi il pieno controllo per chissà quali interessi?

Tutto questo dove ci porterà?Accogliamo con interesse l’appello del Sindaco di Caorso per una Conferenza territoriale socio sanitaria aperta anche ai cittadini, Comitati, Associazioni ecc. e fin d’ora ci rendiamo disponibili a partecipare portando le nostre idee e le nostre osservazioni che sono poi quelle della gente comune, ma anche di seri professionisti medici che con noi, le condividono. Si potrebbe così cercare assieme ai sindaci virtuosi (quelli che sanno ascoltare i propri cittadini) di arginare la deriva della sanità pubblica piacentina causata anche dalla “facile” approvazione di Piani Sanitari che hanno creato l’odierna situazione.

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