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“No a un sindaco a mezzo servizio” L’opposizione diserta le elezioni in Provincia

“Il sindaco si preoccupi di rimettere in moto il Comune, non a dividersi in ulteriori incarichi”. E’ compatta la minoranza in consiglio comunale nell’annunciare che domani (mercoledì 31 ottobre) non parteciperà al voto per l’elezione del presidente della Provincia.

La minoranza in consiglio comunale

Elezioni, definite senza mezzi termini “farsa”, che vedranno come unica candidata Patrizia Barbieri, primo cittadino di Piacenza.

“Un presidente che non sarà eletto dai cittadini, ma dagli amministratori locali: politici che votano altri politici è l’esaltazione dell’anti politica” – hanno sottolineato Massimo Trespidi e Mauro Monti per Liberi, Stefano Cugini e Christian Fiazza in rappresentanza del Pd, Andrea Pugni e Sergio Dagnino per il Movimento 5 Stelle e Luigi Rabuffi per Piacenza in Comune (hanno aderito alla presa di posizione anche Roberto Colla e Gianluca Bariola) -. Il Comune di Piacenza ha poi così tanti problemi e ha bisogno di essere amministrato a tempo pieno, non part time”.

“Si tratta di un voto al buio – le parole di Rabuffi – non sappiamo quello che pensa Barbieri su temi come le politiche sanitarie o ambientali, sulle quali la Provincia ha competenze fondamentali. Gestire poi part time due incarichi così importanti, sindaco e presidente della Provincia, pensiamo non sia corretto”.

“Il fatto che da domani il sindaco di Piacenza, già part time, si divida in ulteriori incarichi ci preoccupa – fa eco Cugini -, noi che guardiamo al Comune abbiamo la certezza che la situazione peggiorerà”. “Mi sarei aspettato un sindaco più responsabile – aggiunge Fiazza -, l’amministrazione è impantanata”.

“Se un sindaco non riesce a farcela a livello locale come riuscirà ad abbinare i due incarichi? – si chiede Pugni; perplessita condivisa dal collega Dagnino: “Trovo molto difficile che una persona possa fare il sindaco di una città di 100 mila abitanti e anche il presidente della Provincia, ci vuole un fisico bestiale”.

Se Monti ha voluto sottolineare la “crisi della politica alimentata dalla politica stessa”, è stato Trespidi a lanciare l’affondo contro l’amministrazione targata Barbieri: “Siamo convinti che sia meglio far bene una cosa che male due: è opportuno concentrarsi sui problemi di Piacenza, dalla vicenda Terrepadane, al Bando periferie, passando per il nuovo ospedale e il parcheggio di piazza Cittadella”.

“Posso assicurare che fare il presidente della Provincia non è uno scherzo (Trespidi ha guidato l’ente di via Garibaldi dal 2009 al 2014, ndr), non si può farlo stando in ufficio; e visto che nessuno in questa amministrazione sta lavorando a tempo pieno è ora che ci si preoccupi di rimettere in moto Piacenza”.

“Domani – la conclusione – non andremo a votare come gesto di attaccamanento ad un Comune che vediamo malridotto, senza alcun segno di quella inversione così tanto sbandierata in campagna elettorale”.

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