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Piace, una reazione scolpita nel marmo

LOGGIONE BIANCOROSSO (di Giovanni Pecoli e Carlo Politi)

Piace: una reazione scolpita nel marmo.

VISTA DALL’ALTO

E’ il Piacenza che ti sorprende, quello che dopo un mezzo passo falso rialza la testa e l’orgoglio più in alto delle cupe difficoltà.

La Carrarese prima in classifica e dall’attacco atomico fa paura dal primo gradino basso dei distinti fino al loggione biancorosso lassù in alto, dove si vedono le stelle e non solo le stalle come contro il Novara.

Le stelle sono Barlocco e Della Latta che per una sera si sono ritagliati una copertina biancorossa con bordi d’oro: oro come il rinnovato atteggiamento del Piace, più attento, più guerriero di Chiavari (bastava ben poco!), una squadra che si affaccia in area avversaria stando attenta a limitare gli avanti marmiferi che hanno in Maccarone, Tavano, Coralli e Biasci la loro bella artiglieria pesante.

Dopo un primo tempo la sensazione sugli spalti era quella di trovarsi di fronte ad una partita simile a quella col Novara, ossia tanto buon impegno ma poi punito da centravanti avversari. Ed invece che succede? Barlocco decide di iniziare a scolpire il marmo, ruba palla a centrocampo e si prende la briga di correre da solo verso il paradisiaco 1-0: niente da fare per il portiere carrarino Borra.

Ma anche le coronarie biancorosse verranno da lì a breve folgorate con l’espulsione di Troiani – grande impegno per carità -, per il ragazzone un periodo davvero poco fortunato.

La Carrarese ci crede ma viene disillusa da un missile, un missile che a noi sembra un bignè alla crema lanciato dal miglior pasticcere: un pallonetto lungo e sospeso nell’aria (a noi ha ricordato il tiro di Caccia contro la Lazio vent’anni fa) che va a farcire la porta avversaria difesa da un estremo difensore troppo avanzato…a proposito bravo Della Latta a crederci e Porcari a suggerirlo.

Due a zero e ci fa un baffo il viver di brividi dopo un rigore di Tavano, tanto ci siamo abituati…lo potremmo scrivere sul marmo da quanto è vero. Vittoria scaccia musi lunghi e forse scaccia paura….di volare.

IN&OUT

IN: Nella partita è racchiuso tutto il bello del calcio e in qualche modo la spiegazione di come questo gioco possa appassionare le persone. Due gol di fattura spettacolare, di quelli che anche tu ti alzi e cerchi di dare una mano al giocatore che ha preso una decisione importante per il match: abbiamo praticamente corso per cinquanta metri con Barlocco urlando a più riprese, tira tira tira!

E abbiamo trattenuto tutti, ma dico tutti, anche chi di solito canta, il fiato per seguire la traiettoria del pallone scagliato da Della Latta come se il tempo fosse sospeso e la sfera l’unica in movimento. Gol! Quando ti accorgi che stai abbracciando un estraneo per la gioia della rete capisci che questa passione ti ha catturato e ti ha contagiato. Bei momenti.

OUT: I gufi ci sono sempre stati alla Galleana prima e al Garilli dopo. E continueranno ad esserci, ne siamo certi. Già nella indole dei piacentini c’è sempre il lamento a prescindere, anche quando le cose vanno bene, poi allo stadio è anche peggio: riuscirono a contestare anche Cagni nell’anno della prima promozione in A, ricordiamolo.

Franzini ha sbottato parecchio in sala stampa e ci fa sensazione vedere che una persona equilibrata e serena come lui si lasci andare a questi sfoghi: ma quando la misura è colma anche i calmi esplodono. E a ragione. Gufi, fate una cosa: volate altrove, l’inverno sta arrivando, fate un viaggio nei paesi caldi. Non ci mancherete.

ACCADDE OGGI:

Il 17 Ottobre 1993, nella prima storica annata piacentina nella massima serie, i biancorossi si presentavano allo stadio Olimpico per affrontare la Lazio di Marchegiani, Gascoigne e Signori. Fu una partita robusta, tosta, affrontata con un atteggiamento tutt’altro che difensivo.

Lo 0-0 era la logica conseguenza di un equilibrio rotto però solo da un eccessiva voglia di protagonismo dell’arbitro Racalbuto: come sempre accade nelle favole con funesto fine ecco un rigore al 90esimo. Signori dal dischetto: gol. Amarezza, ma tanta consapevolezza di avere una squadra davvero con gli attributi.

Alla prossima, cuori biancorossi.

#cipiaceilpiace

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