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Le Rubriche di PiacenzaSera.it - Confindustria

Piacenza tra la “coppa e Amazon”, quanta innovazione c’è nelle nostre imprese?

La coppa piacentina e Amazon possono coesistere? Il binomio usato dal sociologo Aldo Bonomi, in occasione di un incontro del Festival dell’Impresa ospitato da Piacenza circa un mese fa, a noi è parso quanto mai appropriato.

Eppure a Piacenza il partito della coppa è ancora nettamente prevalente su quello di Amazon… Che cosa vuol dire?

Che l’innovazione, l’applicazione delle nuove tecnologie digitali, e anche la mentalità che ne deriva, non hanno fatto breccia più di tanto nella classe dirigente e imprenditoriale piacentina. Questa è la nostra impressione.

Lungi da noi mettere in discussione il valore (e anche la prelibatezza) della coppa, ma senza Amazon (in questo caso assurto a simbolo della nuova economia digitale) temiamo che anche il nostro salume Dop più pregiato sia destinato ad ammuffire.

Manifattura tradizionale, qualità e cultura locale oggi sono strettamente legati alla capacità di intercettare i flussi logistici intercontinentali, di innovare e digitalizzare la promozione dei prodotti di un territorio.

In una parola di parlare con il mondo intero, utilizzando strumenti adeguati ai tempi della competizione globale, delle sfide della quarta rivoluzione industriale.

Una piccola testata online “glocal” come PiacenzaSera.it si sente immersa in questa rivoluzione, suo malgrado. Anche per questo abbiamo deciso di avviare – in collaborazione con Confindustria Piacenza – una piccola inchiesta sulla capacità del nostro tessuto imprenditoriale di cambiare pelle senza snaturare la propria vocazione alla qualità.

Il piano nazionale promosso dal governo “Industria 4.0” ha proposto una serie di strumenti operativi per le aziende e l’aggiornamento tecnologico dei processi produttivi. Confindustria Piacenza ha organizzato svariati incontri per far conoscere queste opportunità alle imprese, che hanno riscosso un interesse assai elevato. 

Quanto sono state recepite da noi le innovazioni promosse con Industria 4.0? Quali sono i provvedimenti più adottati ? Le nuove tecnologie sono in grado di creare nuovi posti di lavoro o sono una minaccia all’occupazione?

Sono le domande a cui cerchiamo di dare risposta. Cominciamo con questa prima puntata da Industria 4.0 e cerchiamo di capire che cosa è.

CHE COSA E’ INDUSTRIA 4.0 – Testo in collaborazione con Confindustria Piacenza

Il Piano Nazionale Industria 4.0 è un piano aiuti messo a punto dal Governo negli ultimi anni per agevolare il nostro sistema industriale nell’affrontare le sfide della quarta rivoluzione industriale, in cui l’affermarsi delle tecnologie digitali conduce a una profonda rivisitazione dei modelli di business e degli approcci al mercato.

IPER E SUPER AMMORTAMENTO

Il più conosciuto (e utilizzato) degli strumenti di sostegno alle imprese è il cosiddetto “iper ammortamento”: in sostanza, a fronte dell’acquisto di macchinari e impianti il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati che li connettono ad altre funzioni aziendali; sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità; dispositivi che migliorano la sicurezza sul posto di lavoro, è possibile iscrivere a bilancio le quote di ammortamento relative a quei beni per un valore maggiorato del 150% rispetto al costo di acquisto.

Questa operazione produce una diminuzione del reddito imponibile generando così un beneficio fiscale.

Eguale meccanismo di agevolazione può essere attivato anche per l’acquisto di altri beni strumentali, sia di beni immateriali (software): in questo caso il beneficio fiscale è meno rilevante, dal momento che le quote di ammortamento relative a questi beni, sono maggiorate del 50% (super ammortamento).

Piano Industria 4.0

FORMAZIONE DEL PERSONALE e RICERCA

Nel 2018, si è aggiunta anche la possibilità di utilizzare un credito di imposta sui costi sostenuti per l’attività di formazione dei dipendenti, finalizzata a migliorare le conoscenze delle nuove tecnologie: 40% sul costo del personale nelle ore di formazione, 30% sul costo dei docenti.

Sempre con la forma del credito di imposta le imprese che hanno aumentato le spese per l’attività di ricerca e di innovazione tecnologica (sia sostenute all’interno delle aziende, sia commissionate a centri, laboratori di ricerca, ecc.) possono godere di un credito di imposta pari al 50% dell’incremento di quei costi, rispetto alla media di quelli sostenuti nel triennio 2012-2014.

Queste misure sono accomunate dal fatto che si tratta di “incentivi automatici” cioè di agevolazioni che, per essere godute, non occorre presentare domande, attendere che vengano esaminate ed approvate dalle istituzioni competenti e, successivamente, siano erogati i contributi.

BUROCRAZIA “SNELLA”

Iper, super ammortamento e attività di ricerca richiedono semplicemente l’adozione di procedure, ben definite e dettagliate dalla legge, che sono attuate all’interno delle aziende; la correttezza di queste procedure può, naturalmente, essere verificata in ogni momento dalle agenzie fiscali.

Ancora uno strumento di sostegno agli investimenti 4.0 – questo sì condizionato all’approvazione della spesa da parte del Ministero per lo Sviluppo Economico – è la legge “Sabatini” grazie alla quale è possibile avere un contributo del 3,75% sugli interessi pagati per effettuare investimenti 4.0, con un finanziamento bancario.

(1-continua)

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