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“Polo logistico, realtà scollegata dal resto della città” La ricerca foto

550 milioni di euro: è il fatturato (stime elaborate dall’Istituto sui Trasporti e la Logistica) della logistica nella provincia di Piacenza, con il polo di Le Mose che supera i 150 milioni.

I dati sono emersi nel corso del convegno “Il settore logistico a Piacenza. Risorse, problemi, opportunità per uno sviluppo sostenibile”, organizzato in S.Ilario dall’Amministrazione comunale con Mobility in Chain (Mic) e Istituto per la Ricerca Sociale (Irs), con la partecipazione dell’Istituto sui Trasporti e la Logistica (Itl).

Appuntamento che ha visto la presentazione degli esiti della ricerca che il Comune ha commissionato a Irs e Mic sulla mappatura dei servizi pubblici e di interesse generale utilizzati dagli operatori insediati a Le Mose, nonché, a cura di Itl, il focus sulle attività svolte nelle singole aree aziendali e sulle merci in entrata e in uscita.

Nel Polo di Le Mose, dove operano complessivamente in media più di 1800 addetti (con punte di oltre 2mila), la merce in ingresso è 
pari circa a 2,8 milioni di tonnellate/anno, 2,9 per quella in uscita. Più di 150mila camion all’anno entrano a Le 
Mose.

I dipendenti degli operatori logistici sono circa il 30% del totale degli addetti, di cui il 75% è impiegato in ufficio, principalmente sono italiani; la rimanente parte è rappresentata da personale di cooperative di facchinaggio, a cui gli operatori logistici esternalizzano principalmente le attività di gestione dei magazzini. Del personale di magazzino, 1 persona su 3 è di nazionalità italiana.

Dalla ricerca sul Polo di Le Mose, che ha preso in esame vari aspetti (dal trasporto pubblico, alle aree di soste, alle reti gas e acqua, alla gestione rifiuti, fino all’ambito della sicurezza) con interviste alle aziende insediate, è emersa la percezione “che il polo logistico viva una realta sostanzialmente scollegata, sia da un punto di vista fisico che funzionale, dal resto della città e dal suo tessuto consolidato”.

“L’impressione manifestata esplicitamente dai responsabili delle aziende insediate – è stato spiegato – è che nessun intervento settoriale sarebbe di per se in grado di risolvere le problematiche ambientali del polo”.

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