PiacenzaSera.it -  Notizie in tempo reale, news a Piacenza, cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Trent’anni del museo del Risorgimento “Una storia che dà lustro ai piacentini” fotogallery

Nella tarda mattinata di lunedì 29 ottobre 2018, alla presenza del sindaco di Piacenza avvocato Patrizia Barbieri, del neo assessore alla cultura Jonathan Papamarenghi, del Presidente del Comitato di Piacenza dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano avvocato Corrado Sforza Fogliani e, tra gli altri, del comandante del II Reggimento Genio Pontieri di Piacenza, colonnello Salvatore Tambè, del vice-prefetto vicario di Piacenza, dottor Leonardo Bianco, del presidente del Consiglio di Amministrazione della Banca di Piacenza, dottor Giuseppe Nenna e del direttore generale della Banca di Piacenza, dottor Mario Crosta, si è tenuto a Palazzo Farnese un incontro per celebrare i trent’anni di storia del Museo del Risorgimento di Piacenza, di cui hanno parlato il Sindaco, il presidente Sforza Fogliani e il segretario del Comitato Cesare Zilocchi.

Il Museo del Risorgimento a Palazzo farnese

La storia del Museo del Risorgimento di Piacenza ha inizio negli anni 30, dapprima si è avvalso di sedi provvisorie poi, con il 1988, ha trovato finalmente dimora definitiva presso un’ala di Palazzo Farnese di Piacenza. E ricorrono proprio in questo periodo i trent’anni dall’inaugurazione del Museo che si tenne, per l’appunto, il 18 settembre 1988. Con il passare del tempo, grazie a numerose donazioni da parte di privati, il museo si è arricchito man mano di oggetti, libri e quadri che testimoniano il ruolo di Piacenza Primogenita d’Italia.

Il Museo del Risorgimento di Piacenza è organizzato in sezione autonoma nell’ambito dei Musei Civici sotto la sorveglianza – adesso demandata per legge – del Comitato di Piacenza dell’Istituto per la storia del Risorgimento, che mantiene la proprietà dei materiali esposti.

Il Museo si compone di quattro sale.

La prima con una sezione dedicata all’arciduchessa Maria Luigia d’Austria e ai moti rivoluzionari del 1830 che videro Piacenza diventare capitale del Ducato.

La seconda riguarda gli eventi compresi tra il 1849 e il 1859. Al suo interno si possono ammirare due bandiere del 1859 ed un busto raffigurante Mazzini, oltre a molte immagini riguardanti altri protagonisti del periodo.

La terza sala mette a fuoco la campagna militare connessa alla Seconda Guerra d’Indipendenza, la sconfitta austriaca, quindi l’annessione del Ducato al Piemonte, dedicando particolare attenzione alla figura di Giuseppe Manfredi, divenuto governatore delle province parmensi dopo la fuga austriaca.

Nella quarta e ultima sala sono custoditi reperti e oggetti militari del periodo risorgimentale, tra cui sciabole, spade e fucili con baionette, nonché capi di vestiario.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.