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Un piacentino alla guida della Cgil? Ma il sindacato è diviso

Un piacentino alla guida della Cgil nazionale? Le candidature ufficiali in vista dell’assemblea congressuale di Bari del 22 gennaio prossimo non sono ancora state presentate, ma quella di Vincenzo Colla viene data ormai per certa.

Se ne parla ormai da diverse settimane delle ambizioni del dirigente 57enne originario di Alseno (Piacenza), già segretario della Cgil Emilia Romagna, di scalata della leadership del primo sindacato italiano.

Che sta vivendo una crisi di identità come tutta la sinistra italiana dopo lo sconquasso elettorale del 4 marzo scorso: diviso tra il gruppo dirigente, ancorato a riferimenti ideali più tradizionali, e gli iscritti attratti nella sfera del Movimento 5 Stelle.

Sul quotidiano “Repubblica” di oggi, 3 ottobre, Paolo Griseri e Roberto Mania dedicano un ampio articolo sullo scontro che si profila per la successione di Susanna Camusso. Con quest’ultima pronta a candidare Maurizio Landini, storico leader della Fiom, per bloccare la scalata di Colla.

Il quale avrebbe già la maggioranza all’interno del direttivo nazionale dell’organizzazione.

Una sfida tutta emiliana, dunque, con Landini (reggiano) e storicamente schierato con la sinistra “movimentista” che guarda con attenzione ai 5 Stelle, contro il piacentino Colla, più allineato con la tradizione riformista del sindacato che fu di Luciano Lama.

La Camera del Lavoro di Piacenza guidata da Gianluca Zilocchi è risolutamente schierata con Colla, d’altronde il sindacalista di Alseno ne è stato importante dirigente e segretario, prima di fare carriera a livello regionale e nazionale.

Secondo “Repubblica” la prossima settimana le candidature potrebbero venire allo scoperto, nonostante entrambe i contendenti abbiano sottoscritto il documento unitario che fa da cornice al congresso nazionale.

Se veramente si arriverà allo scontro frontale, in gioco ci saranno due idee piuttosto alternative di sindacato e le conseguenze si riverbereranno certamente su tutta la sinistra alla ricerca di un riscatto dopo la batosta delle ultime elezioni.

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