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Con “Fuori visioni” S. Agostino apre le porte all’arte contemporanea foto

Fuori Visioni, tutto pronto a Piacenza per la quarta edizione del festival di arte contemporanea, nato nel 2015 da un’idea di Gaia Guastamacchia e Shiaron Carolina Moncaleano e curato da Anna Crepaldi.

Fuori visioni

La manifestazione, in programma dal 12 al 14 ottobre, avrà come sede d’eccezione l’ex chiesa di Sant’Agostino: tre giornate dal programma serrato, interamente dedicate alle arti visive, alle pratiche performative, ai laboratori mirati e agli incontri tematici che convocheranno nel cuore di Piacenza alcune delle più urgenti tematiche della contemporaneità.

La manifestazione è stata presentata nel corso di una conferenza stampa a Sant’Agostino alla presenza dell’assessore Luca Zandonella, la gallerista Enrica De Micheli, che ha concesso ospitalità all’evento nel complesso monumentale di stradone Farnese, l’organizzatrice Shiaron Carolina Moncaleano, la curatrice Anna Crepaldi e il condirettore della Banca di Piacenza Pietro Coppelli che ha concesso sostegno concreto all’iniziativa.

Il festival – Il tema di questa edizione si focalizza sull’analisi della società contemporanea tramite la lente di una delle sue caratteristiche più evidenti: il controllo.

“A partire dagli attentati dell’11 Settembre 2001 e con il generarsi di una società intrisa di terrore e terrorismo – spiegano i promotori -, il controllo è divenuta la nevrosi necessaria della nostra società. Guardare ed essere guardati, condividere ed essere condivisi sono divenuti aspetti integranti della nostra quotidianità, giungendo a modificarne radicalmente la struttura – dalla semplice scelta del ristorante dove mangiare alla musica che ci viene suggerita dalle piattaforme online, dai dispositivi a riconoscimento facciale alla registrazione delle nostre telefonate.”

“Con i recenti studi di Edward Snowden, con l’emersione del sistema bit-coin e dopo lo scandalo di Cambridge Analitica abbiamo avuto conferma del fatto che siamo costantemente e inesorabilmente sotto controllo”.

Fuori visioni presentazione a S. Agostino

“Le nuove tecnologie quali smartphones e tablet hanno giocato un ruolo fondamentale in questo: ogni giorno circa tre miliardi e mezzo di utenti inviano e ricevono sessantaquattro milioni di email, nonché pubblicano più di un milione di post. Ogni icona che clicchiamo si trasforma in un cookie, che a sua volta corrisponde a una compagnia che si occupa di raccolta dei big-data e che attivamente promuove l’elaborazione di profili psicologici degli utenti. Bastano 70 likes a generare un profilo, commutandolo poi in advertising mirata. Bastano 70 likes a trasformare la nostra personalità in merce”.

Gli artisti di Fuori visioni e gli ospiti interpellati si interrogano lungo questa edizione sulla società del controllo e sulle sue insidie nascoste. Tra fotografie, performance, rassegne video, installazioni, opere dipinte e scultoree, incontri e workshop tenteranno di raccontare al pubblico i complicati meccanismi che si nascondono dietro la loro realtà quotidiana, fornendo spunti per comprenderla meglio e acquisire consapevolezza sulle proprie potenzialità di reazione.

Citando la curatrice Anna Crepaldi: “La nostra manifestazione vuole cercare di essere un tramite, un ponte in grado di collegare le persone ai perversi meccanismi sociali venutisi a creare, aiutando ad avere una lettura più critica e consapevole di quello che ci sta intorno oggi e di come la nostra società contemporanea si sia trasformata in una società del controllo”.

Fuori visioni

La location – L’ex chiesa di Sant’Agostino viene costruita tra il 1570 e il 1586 da Bernardino Pannizzari, già costruttore di Palazzo Farnese. Il grandioso interno a croce latina, con le sue cinque navate e la maestosa cupola al centro del transetto, accoglie una serie di affreschi e di stucchi del XVIII secolo – periodo di edificazione dell’imponente facciata neoclassica, progettata da Camillo Morigia.

Soppressa nel 1798, la chiesa e il convento vengono adibiti a magazzini militari e caserma. Ad oggi Sant’Agostino è una delle chiese più grandi di Piacenza: dopo una serie di restauri effettuati a più riprese, apre infine le sue porte all’arte contemporanea e si connota come una location assolutamente unica per Fuori Visioni.

Gli artisti – Alberto Messina, Aurora Giovannini, Beatriz Alcantara, Carlos Campos, Carpo Roita Ruiz Chiara Tubia, Davide Cupola, DECOnstructions, Liliana Palumbo, Luka Moncaleano, Manuela Pilloni, Persevisioni, Rada Kozelj, Rasid Nikolic, Rebecca Sainsot-Reynolds, Shiaron Carolina Moncaleano, Smirna Kulenovic.

IL PROGRAMMA da Facebook

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