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Al Rotary club Fiorenzuola incontro con il professor Lucio Rossi del Cern foto

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(distretto 2050)

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Al Rotary club Fiorenzuola incontro con il professor Lucio Rossi del Cern

Serata di alto livello culturale scientifico al Rotary Fiorenzuola con Lucio Rossi.

La conviviale che si è tenuta nei giorni scorsi presso l’Agriturismo Boschi Celati a Fossadello di Caorso, ha avuto un cortorno cultulare scientifico di notevole spessore, in quanto ha partecipato, come illustre ospite e relatore, il professor Lucio Rossi (piacentino di Podenzano), scienziato e ricercatore presso il Cern (Conseil Européen pour la Recherch Nucléaire) di Ginevra, il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle fondato nel 1954.

Il presidente del sodalizio Marcello Redaelli ha prima di tutto ringraziato il relatore per la sua disponibilità e tutti i numerosi soci e loro ospiti; successivamente Redaelli ha illustrato, anche se in sintesi, il ricchissimo curriculum del professor Rossi, attualmente responsabile presso il Cern del progetto Hilumi LHC (High Luminosity Lhc), il più grande progetto di fisica dei prossimi 10 anni, ossia Lhc ad alta luminosità.

Rossi, in apertura del suo intevento, ha ringraziato a sua volta il Rotary Fiorenzuola d’Arda, nella persona del presidente Redaelli e del past president Rinaldo Onesti (che ha contribuito a organizzare la serata). Molto interessante il titolo che Rossi ha voluto dare al tema dell’incontro, cioè “Viaggio al centro dell’infinitamente piccolo per scoprire i segreti dell’universo”.

Rossi ha spiegato che lavora al Cern dal 2001, dove ha diretto i superconduttori e i magneti per il progetto LHC, il più grande strumento scientifico al mondo che ha portato alla scoperta del Bosone di Higgs: lo Scienziato ha riferito che è stato come cercare un ago in un pagliaio, ma è stato fondamentale perchè rappresenta la particella responsabile per dare massa a tutte le altre.

Il 95% dell’universo è in forma oscura, perchè non riusciamo a vederlo: i ricercatori possono dire che esiste ma non lo possono osservare: grazie proprio al progetto High Luminosity Lch ci si augura di essere in grado di vedere e scrutare meglio l’universo.

Attualmente l’acceleratore di particelle è inserito in un tunnel circolare (dove sono collocati i magneti) lungo 27 km sotto terra alla profondità di 100 metri e attraversa i confini di Francia e Svizzera; i magneti, a loro volta, contengono fasci di particelle che vengono “sparati”, in direzione opposta, e accelerati fino a raggiungere la velocità della luce e ad entrare in collisione tra loro: è stato questo il momento in cui sono riusciti ad osservare il Bosone di Higgs, una particella piccolissima ma di grande importanza per la scienza.

Rossi ha fatto riferimento, con l’ausilio di belle e significative slide, anche al nuovo progetto che prevede un costruzione, 400 metri sottoterra, di un anello di 100 km che passerà sotto addirittura al lago di Ginevra: il tutto dovrebbe essere pronto nel 2026.

Rossi ha affermato che ricercare nuove tecnologie per conoscere sempre di più è un atto umano e porta a nuovi utilizzi pratici per migliorare ulteriormente la vita dell’uomo e, quindi, con le ricerche presso il Cern si stimola sempre di più l’innovazione; ad esempio, il web è stato inventato al Cern, cosi come le tecnologie di vuoto che vengono usate nei pannelli fotovoltaici, come pure le applicazioni mediche riguardanti la risonanza magnetica o la hadroterapia, una terapia tumorale complementare alla terapia con i raggi.

Il professore ha fatto cenno anche al fatto che ora il Cern ha un potente competitor che sono i cinesi, una nuova sfida che fa bene alla scienza.

Prima di concludere Rossi ha ricordato che attualmente il Cern conta 22 stati membri, più altri paesi extraeuropei associati, e che al suo interno lavorano circa 17 mila scienziati di 110 nazionalità, di cui 2600 sono italiani: il Relatore ha citato lo scienziato Carlo Rubbia, italiano premio Nobel, proprio per le sue ricerche fatte al Cern.

Per la prima volta una donna è da due anni direttore del Centro: Paola Gianotti, che sarà prossimamente a Piacenza. Terminata la interessantissima relazione, ha fatto seguito un lunghissimo applauso e poi numerosi interventi di chiarimento.

Con la consegna al relatore del gagliardetto del Rotary e di prodotti enogatronomici piacentini si è conclusa l’intensa serata rotariana.

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