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Il colonnello Barbaglia lascia Piacenza “Qui incarico entusiasmante”

Dopo cinque anni al comando del nucleo investigativo dei carabinieri di Piacenza, il colonnello Massimo Barbaglia lascia la nostra città per Roma, dove rivestirà il ruolo di direttore di sezione alla Direzione centrale dei servizi antidroga.

barbaglia

Il colonnello era entrato in servizio nella nostra città il 31 luglio 2013, assumendo un incarico che definisce tra i più entusiasmanti dell’Arma, come confermato dalla sua esperienza piacentina.

“E’ un ruolo che permette di fare indagini a tutto sesto e anche di offrire un servizio tangibile ai cittadini, spaziando dalle ricerche dei latitanti della sezione Catturandi (ad esempio la recente cattura, a distanza di 20 anni, del terzo uomo accusato dell’assassinio di Betty Ramirez ndr) agli interventi rapidi e risolutivi nei gravi delitti, come nei casi dell’omicidio di Tuna, della rapina al Mercatone Uno di Rottofreno o il recente episodio di violenza sessuale in viale Dante” commenta il colonnello.

“Devo ringraziare soprattutto il mio generosissimo personale, per la loro dedizione e il loro spirito di sacrificio, e la Procura di Piacenza, per la collaborazione e la fiducia dimostrata, elementi non scontati e che ci hanno consentito di lavorare al meglio”.

Dal 20 novembre il colonnello Barbaglia sarà impegnato nella capitale, nel servizio interforze del Ministero dell’Interno, che monitora a livello “macro” il fenomeno della droga, sia nell’ambito della prevenzione che in quello del contrasto allo spaccio.

 

Tra le numerose operazioni condotte dal comandante Barbaglia nei cinque anni trascorsi a Piacenza si ricordano anche “E Unum Pluribus”(novembre 2013) in cui vennero eseguite 19 ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei sodali di un’associazione per delinquere finalizzata alla falsificazione, introduzione nello Stato e spendita di dollari contraffatti; la localizzazione e l’arresto a Piacenza di un latitante albanese (giugno 2014) ricercato in patria per traffico di sostanze stupefacenti, con il sequestro di 240 chilogrammi di marijuana, nascosta in un camion; l’operazione “Grimaldello” con l’arresto di 9 persone ed il deferimento di 19 fiancheggiatori tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al furto, ricettazione, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e porto abusivo di armi.

E ancora nell’agosto 2015 l’identificazione sotto falso nome e l’arresto in Belgio di Sejdiraj Erjon, inserito nell’elenco dei latitanti più pericolosi, ricercato dal 2000, secondo autore dell’omicidio di Betty Ponce Ramirez a finire agli arresti  e condannato all’ergastolo. Nell’ottobre 2016 l’identificazione degli autori del furto di legname pregiato ad uso calciature di fucile in radica di noce, commesso a Castel San Giovanni nel novembre 2015 per un valore di oltre un milione di euro, con la conseguente denuncia di nove persone e la restituzione della refurtiva; nel dicembre 2016 l’arresto di due persone e il sequestro di 421 chilogrammi di hashish trasportati su un furgone proveniente dalla Puglia e diretto a Torino; a marzo 2017 l’esecuzione di tre ordinanze di custodia cautelare nei confronti degli autori della rapina a mano armata con sequestro di persona, avvenuta nel febbraio 2017 in un istituto bancario di Gragnano Trebbiense; ad aprile  dello stesso anno la localizzazione e l’arresto di Alfonso Filosa, latitante dal 2016 a Capo Verde.

Tra le ultime si ricorda anche l’operazione “Romeo 2017” dell’ottobre scorso, conclusasi con l’arresto di 8 persone ritenute responsabili di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti tipo cocaina, nonché autori di otto furti in abitazione in provincia di Firenze.

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