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“Esce il vero volto della cannabis “light”: si può ricavare thc considerato alterante”

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“Poco alla volta comincia ad uscire allo scoperto il vero volto della cosiddetta cannabis “light”.

E’ quanto afferma Massimo Polledri (Lega Nord): “Gli 11 chilogrammi rubati a una ditta di Piozzano e ritrovati dai carabinieri dell’aliquota operativa di Piacenza in un’auto posteggiata in via Corneliana – scrive in una nota – erano probabilmente destinati ad un altro uso ben lontano da quello terapeutico”.

“Inoltre va precisato che, anche se si rimane nella soglia legale di Thc tollerato, la cannabis in questione è comunque proibita dalla legge per uso umano e destinata solo ad uso ornamentale. Questo per le infiorescenze che come tale non potrebbero essere vendute e su cui, ahimè, non si vigila complice anche l’ignoranza del fatto”.

“Altra questione – prosegue Polledri – è l’uso terapeutico e che viene regolamentat0 da una legge apposita, per la quale la cosiddetta light non c’entra assolutamente nulla, ma troppo spesso, per convenienza, si gioca sull’equivoco. Questo anche negli articoli che hanno riportato furti e ritrovamento nel Piacentino”.

“Per finire, mi piacerebbe sapere quanti venditori precisano che quella in commercio non può essere utilizzata per uso umano, e quanti di essi, invece, incoraggino all’utilizzo della stessa”.

“Come precisato dal comandante Antonio Cirella – scrive ancora Polledri -, la marijuana rubata presentava un thc al di sotto del livello di quella ritenuta stupefacente (con thc almeno di 0,6), che può pero raggiungere se adeguatamente trattata”.

“Infatti, secondo la ricerca “Cannabis light extraction” del dottor Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento delle politiche antidroga della Presidenza del Consiglio, prendendo circa 20/30 grammi di cannabis light (a Piozzano ne sono stati rubati 11 kg!), si può arrivare ad estrarre una quantità di THC considerato alterante, come quello contenuto in una “canna” normale”.

“Il tutto con un metodo abbastanza semplice: un estrattore a gas butano, facilmente acquistabile sul web, e un po’ di pazienza per la ricerca online del metodo di realizzazione, e con circa 15 minuti di trattamento il gioco è presto fatto”.

“Ci troviamo di fronte – conclude – ad una battaglia culturale che dobbiamo vincere ad ogni costo, per il bene della salute dei nostri ragazzi! Ciò che è ancor più pericoloso in questo procedimento da piccoli chimici è infatti il rischio di morire bruciati in un’esplosione del butano, un liquido facilmente infiammabile. Cosa ovviamente già successa e documentabile”.

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