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La lunga scia che porta a “L’eccidio di Strà” nell’ultima versione di Mariani

Un fatto si può consumare in poche ore coinvolgendo un numero limitato di persone, ma la sua storia è un lavoro lungo decenni.

È il caso de “L’eccidio di Strà”, pagina nera scritta nel luglio del 1944 nell’omonima frazione del comune di Nibbiano (Piacenza) e titolo del libro firmato dal giornalista e scrittore Ermanno Mariani, giunto nel 2018 alla terza ristampa (edizioni Parallelo45, nella foto un dettaglio della copertina).

Rispetto alla prima versione, uscita nel 2004, l’autore ha integrato la ricostruzione con l’aggiunta di tre capitoli, frutto delle nuove fonti consultate e delle ricerche mai interrotte nel tempo. Tasselli inediti, come il resoconto di un’indagine compiuta dall’Arma dei carabinieri nel 1948, che ampliano l’orizzonte attorno alla rappresaglia di guerra compiuta a Strà da soldati tedeschi e italiani, sfociata nell’assassinio di nove civili, tra i quali un bambino di soli due anni.

Un fiume di nomi, atti giudiziari, informatori, testimonianze dirette, spie e inchieste (sei quelle svolte dalle forze dell’ordine) che Mariani dispiega pazientemente nel complesso disegno della vicenda, consegnando al lettore la responsabilità di seguirlo in un affresco animato da decine di attori, tra protagonisti o semplici comparse, lungo una sottile scia che lega un reparto speciale di polizia direttamente alle S.S.

Non sempre restare al passo è semplice, ma l’attenzione richiesta è più una nota di merito allo studioso che non una critica al prosatore: il grande intreccio di dati e documenti e le numerose ipotesi con cui vengono di volta in volta posti a confronto, non si limitano a ricercare le ragioni del singolo episodio, ma dipingono soprattutto un contesto, riportandoci alle logiche, politiche e private, di una Piacenza dilaniata dal conflitto civile; uno sfondo che emerge con forza nelle interviste ai testimoni del tempo, forse la parte più preziosa del libro.

Le incursioni nel “prima” e nel “dopo” l’accaduto, offrono allo scrittore il terreno per costruire una propria chiave di lettura del massacro; una responsabilità a cui non si sottrae, così come del prendere atto di importanti documenti raccolti in altri testi ( “Strà finalmente la verità” di Pino De Rosa), facendoli parte ragionata dei suoi studi.

A distanza di oltre settant’anni da quella drammatica notte, lo scrittore piacentino è certo di aver dato alle stampe la sua “versione definitiva” sul caso. Al “condizionale” però aggiunge, come richiede l’amore autentico per la verità.

Dei fatti di Strà si discute mercoledì 14 novembre, alle ore 18, nella Sala Panini di Palazzo Galli, dove è in programma un confronto pubblico fra tre studiosi: presenti lo storico Pino De Rosa, il giornalista Ermanno Mariani e Claudio Oltremonti autori di pubblicazioni che hanno trattato l’argomento.

Modera Corrado Sforza Fogliani. La partecipazione è libera. Per motivi organizzativi si invita a preannunciare la propria presenza scrivendo a relaz.esterne@bancadipiacenza.it o telefonando allo 0523/542137.

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