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“Il lavoro tecnico non è socialmente meno importante di quello intellettuale” foto

“Il lavoro tecnico non è socialmente meno importante di quello intellettuale”. Ne sono convinti gli organizzatori e i relatori intervenuti al convegno promosso nell’ambito del Festival della Cultura tecnica all’ente di formazione Endo-fap Don Orione di Borgonovo (Piacenza).

L’iniziativa è parte di un programma di eventi organizzato in Regione Emilia Romagna sulla tematica e con l’obiettivo di focalizzare il legame tra la formazione professionale e lo sviluppo nei più giovani delle capacità tecniche per inserirsi nel mondo lavoro.

Dopo il saluto del direttore Giovanni Bigoni, davanti alla platea di studenti dei corsi di formazione professionale si sono alternati diversi relatori appartenenti mondo produttivo, sindacale e politico, stimolati dal moderatore Federico Carollo, vicepresidente Endo-fap Nazionale.

Tra gli ospiti Paola De Micheli, parlamentare del Partito Democratico, Gianprimo Zazzali, Responsabile Produzione di Jobs, Maurizio Fersini, Direttore Corporate per la Qualità del gruppo Allied, Gianluca Zilocchi, Segretario Cgil di Piacenza e Andrea Biondi, direttore di Aeca, l’associazione emiliana dei centri di formazione professionale.

Festival dell cultura tecnica Don Orione

Nell’introduzione Federico Carollo ha evocato uno dei temi fondamentali: “la capacità di inserirsi nel mondo del lavoro non solo come teorici ma anche come pratici”.

“Le statistiche ci dicono che il 65 per cento dei giovani – ha sottolineato – che entrano nella scuola primaria oggi faranno un lavoro che non esiste ancora. La quarta rivoluzione industriale nasce un nuovo concetto di connettività che cambia i processi produttivi, le aziende non sono più isolate e fanno rete fra di loro, per questo è necessario cambiare anche il modello educativo”.

Gianprimo Zazzali della Jobs ha illustrato le attività dell’impresa piacentina che produce macchine utensili esportate in tutto il pianeta. Attenzione particolare viene rivolta dall’azienda di Montale ai dispositivi intelligenti di “Industria 4.0” che consentono di controllare e monitorare la produzione in tutto il mondo.

Maurizio Fersini di Allied international (azienda di Nibbiano con 12 stabilimenti nel mondo specializzata nella produzione di componenti di raccorderia e tubazioni per il trasporto dell’energia dal nucleare all’oil & gas) ha spiegato: “L’innovazione è fondamentale per noi e la cultura tecnica è una parte di competenze molto importante nella nostra azienda”.

Andrea Biondi ha definito la cultura tecnica come “la somma tra il saper fare, la procedura e l’esperienza, ma non può prescindere dalla comunità del lavoro”.

“OGNI MILLE TECNICI IN PENSIONE SI COPRONO CENTO POSTI” – “In Emilia Romagna ogni 1000 operai e tecnici che vanno in pensione nelle imprese manifatturiere – ha evidenziato sempre Biondi – riusciamo a coprire soltanto 100 di quei posti.

Questo è il vero spread tra l’Italia e un paese come la Germania. La nuova proprietà tedesca di una delle aziende più importanti nella nostra regione, la Ducati, ha lasciato a Bologna, perché nella nostra terra ci sono una cultura, un gusto e un contesto irripetibili”.

Festival dell cultura tecnica Don Orione

Nel suo intervento Paola De Micheli ha sottolineato la necessità di restituire centralità alla cultura tecnica: “Ho imparato che sono le idee a produrre i fatti e una delle idee sbagliate circolate negli anni passati è che l’Italia sarebbe diventato un paese per le attività legate al settore dei servizi, incamminandosi verso una progressiva deindustrializzazione.

Ma oggi facciamo non solo i conti con una previsione sbagliata, ma anche con un’altra idea che è passata, che il lavoro tecnico sia socialmente meno importante di quello intellettuale”.

“L’Italia oggi ha accumulato – ha proseguito, rivolta ai ragazzi – un ritardo nel comprendere le politiche di formazione per i giovani, perché siamo partiti da un’idea sbagliata. L’inconsapevolezza del sistema formativo italiano rispetto alle esigenze del mondo del lavoro è un tema vero”.

Viviamo in una stagione di transizione e con l’innovazione tecnologica molti di voi si troveranno di fronte alla necessità di cambiare più lavori, e quindi serve una formazione permanente sostenuta dallo Stato, in più dobbiamo soddisfare l’esigenza di garantire quelle fasi temporanee della vita in cui è possibile restare senza un lavoro”.

“Servono inoltre nuove regole per i nuovi lavori portati dalla rivoluzione tecnologica, come è stato per la vicenda Amazon. Per questo serve la politica e la capacità di adeguarsi al cambiamento.

E ha concluso con un ricordo personale: “Quando andavo a scuola io si dava per scontato che il domani sarebbe stato migliore di ieri, oggi invece lo scenario è molto più incerto. Le leggi e il lavoro di chi amministra devono accompagnare un’idea, che l’innovazione deve saper creare nuovo lavoro, questo è il senso di “Industria 4.0″”.

“La prima grande protezione per il vostro futuro – ha aggiunto – è essere formati ed essere pronti di essere formati ancora, questo è lo skill che la politica deve garantire a voi giovani”.

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