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“Mio figlio di sei anni investito in bici. E poi multato”

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Investito a sei anni mentre viaggiava in bici, insieme al padre. E poi multato.

Perchè l’attraversamento che stava compiendo non era “ciclabile”.

Ma in una città come Piacenza, dove il tema dell’inquinamento dell’aria è all’ordine del giorno e dove si dovrebbe incentivare al massimo la mobilità sulle due ruote, che senso hanno le regole che presiedono a una tale sanzione?

A chiederselo (con un post su Facebook) è il padre del bambino protagonista della vicenda, Antonio Corciulo, il quale riferisce i fatti così.

Inizio ottobre, le giornate sono ancora calde – racconta – e dato che non sono un idiota che prende l’auto anche per andare al cesso, esco in bici con mio figlio (di 6 anni) per andare ad assistere ad una manifestazione sportiva.

Dove è possibile, seguo le sgangherate piste ciclabili che abbiamo a disposizione, facendo lo slalom tra le auto parcheggiate sulle stesse sgangherate piste e inventandomi attraversamenti improbabili. In corso Europa percorriamo una delle uniche piste decenti.

La stessa sfocia su un attraversamento, che io e Orlando percorriamo in bici (ciclabile – attraversamento – ciclabile… I nostri cervelloni di amministratori lo avranno pensato ciclabile l’attraversamento, penso io).

La strada è deserta. Sopraggiunge una vettura. All’ultimo, per fortuna, frena, ma colpisce e butta giù il bambino. Ambulanza, ospedale, accertamenti… Tutto ok per fortuna. Dopo un mese mi arriva questa multa, perché l’attraversamento non era pedonale.

Non dico che dobbiate premiarci perché invece di inquinare andiamo in bici e non vi chiedo neanche di fare delle ciclabili degne di questo nome, perché è evidente che non ne siete capaci e la vostra miopia governativa – trasversale a tutte le amministrazioni – vi impedisce di andare oltre i salumi dop e i tortelli… Ma almeno non prendeteci per il culo.

multa corciulo

“SIAP: “LE REGOLE DELLA CIRCOLAZIONE VALGONO PER TUTTI” – Sulla vicenda anche il segretario provinciale Siap (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia) con una nota che riportiamo di seguito.

Ogni tanto, periodicamente, o forse  meglio dire “ciclicamente”, quando viene sanzionato un ciclista che non rispetta il codice della strada, apriti cielo: sembra che sanzionare un ciclista sia qualcosa di scandaloso mentre, per me, è più che normale e, anzi, viste le condotte sempre più “selvagge”, bisognerebbe aumentare i controlli specifici e mirati.

Ho la sensazione che la triste scelta effettuata a Piacenza, anni e anni fa, nel consentire ai ciclisti di percorrere le strade contromano, possa aver influenzato negativamente la condotta di guida delle due ruote al punto tale da indurre il ciclista a pensare che con il mezzo salutare e affatto inquinante tutto sia lecito, anche a costo di mettere a repentaglio la propria sicurezza, quella degli altri e, ahimè , anche quella di un minore.

Nel caso specifico del minore sanzionato a seguito di un sinistro stradale, tra l’altro, la sanzione non è solo giusta, ma anche determinante nel stabilire le responsabilità del sinistro stesso e, quindi, una garanzia legittima e obbligatoria nei confronti di chi ha rispettato le norme di comportamento alla guida di qualsiasi veicolo, in quanto la ragione o il torto, per fortuna, non si stabilisce dal fattore inquinamento ma dalla condotta di circolazione. 

Va ricordato che determinare sanzioni, accessorie e non, vengono determinate anche in base al numero di giorni di infortunio che un ferito ottiene e, sinceramente, qualora ciascuno di noi dovesse essere coinvolto in un sinistro stradale con feriti refertati oltre i 40 giorni, sapere che anche un ciclista viene sanzionato se non rispetta le regole è una garanzia sia sotto il profilo penale che civile.

Altrimenti, se così non fosse, il detto “il pedone ha sempre ragione” mieterebbe vittime a non finire, anche qualora i pedoni dovessero attraversare una strada fuori dalle strisce pedonali o con il rosso semaforico.

In sostanza, ed è ora che ci sia una svolta culturale e sostanziale, le regole sulla circolazione stradale – che riguardano pedoni, ciclisti, carrozze, motoveicoli ecc, vanno rispettate tutte, e qualora ciò non dovesse avvenire (nessuno è perfetto) ringraziare il Signore quando va bene e non ci sono danni irreversibili, soprattutto su giovani innocenti nonostante accompagnati da adulti tutori e responsabili anche nel contestare cose che potrebbero anche diseducare e far percepire l’uomo e la donna in divisa come un nemico e non, come deve essere, un garante e, quindi, un amico. 

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Commenti

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  1. Scritto da Filo_PC

    Se l’incidente è stato il 9 ottobre hanno anche sbagliato la data sul verbale