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Palazzo Farnese celebra i trent’anni dei Musei Civici

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Sarà inaugurata sabato 1° dicembre alle 17, nella cornice della Cappella Ducale di Palazzo Farnese, la mostra fotografica e documentaria dedicata ai trent’anni dei Musei Civici.

A ripercorrere le tappe salienti di questo percorso saranno, nell’occasione, l’assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi, la direttrice dei Musei Civici Antonella Gigli, l’architetto Cristian Prati per la Soprintendenza all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Province di Parma e Piacenza, accanto al professor Bruno Adorni, agli architetti Benito Dodi e Barnaba Rudi.

Visitabile dal 2 dicembre al 13 gennaio negli orari di apertura dei Musei, con ingresso gratuito, l’esposizione evidenzia in particolare gli aspetti progettuali che hanno portato, nel 1988, a collocare le collezioni civiche nella rocca farnesiana, a partire dall’allestimento generale pianificato da Andrea Emiliani e Arrigo Rudi.

La mostra intende anche tributare un riconoscimento a coloro che nel corso degli anni, con il sostegno economico, la collaborazione e il lavoro quotidiano, hanno contribuito a far rivivere Palazzo Farnese grazie ai Musei.

TRENT’ANNI DI MUSEI CIVICI – L’idea del recupero come sede delle raccolte artistiche e storiche, nonché dell’Archivio di Stato, risale al 1909 e si deve in particolare al conte Dionigi Barattieri di San Pietro.

A partire dagli anni Venti, da più parti furono proposti progetti per la trasformazione dell’edificio in “palazzo della cultura”, per il quale si rendeva necessario il passaggio preliminare dal Demanio militare a quello civile: a quel tempo, infatti, la mole farnesiana era ancora sede di alcuni reparti dell’esercito, che vi rimasero sino al 1945.

Successivamente, sino alla fine degli anni Cinquanta, Palazzo Farnese fu rifugio per gli sfollati.

Fu alla fine degli anni Sessanta che il Palazzo passò al Demanio civile e venne assegnato al Ministero della Pubblica Istruzione. Contestualmente, l’allora presidente dell’ Ente Provinciale per il Turismo Carlo Graviani pensò di dare vita a un ente che potesse occuparsi del recupero e del riuso della Mole Vignolesca e della Cittadella Viscontea.

L’Ente per il Restauro e l’utilizzo di Palazzo Farnese divenne operativo nel 1965; ne facevano parte il Comune di Piacenza, l’Amministrazione Provinciale e la Camera di Commercio, con il supporto esterno della Soprintendenza ai Monumenti. Presidente il senatore Alberto Spigaroli, nominato in seguito sottosegretario del neonato Ministero per i Beni Culturali (1975).

Dal 1972 al 1976, nelle sale del Palazzo vennero allestite alcune mostre, curate dal professor Ferdinando Arisi, che fu il primo conservatore-direttore dei Musei civici a Palazzo Farnese. Grazie a fondi cospicui del Ministero dei Lavori Pubblici per un intero decennio furono portati a compimento diversi interventi di restauro alle architetture (rifacimento tetti, pavimenti e intonaci).

La svolta si ebbe nel 1976 con la concessione in uso del palazzo al Comune da parte del Demanio dello Stato (diventato di proprietà comunale nel 2014). Nel 1982 il Comune di Piacenza si impegnò definitivamente nel recupero dell’edificio e nella sua trasformazione a sede museale.

Non solo garantì all’Ente l’assegnazione annuale di finanziamenti per gli interventi più necessari, ma affidò al professore e architetto Arrigo Rudi e al professor Andrea Emiliani l’incarico per la definizione di un progetto generale di allestimento e organizzazione del Museo civico a Palazzo Farnese.

Il 17 giugno 1983, con Delibera di Consiglio Comunale n. 125, furono approvati la proposta generale di organizzazione e i criteri di esposizione del Museo Civico in Palazzo Farnese. Alla fine dello stesso anno venne autorizzato il primo stralcio esecutivo dell’allestimento.

Dal 1988 e sino ad oggi il Comune di Piacenza , con tutte le amministrazioni che si sono succedute nel tempo, l’Ente per il Restauro e l’utilizzo di Palazzo Farnese, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Emilia Romagna e con il sostegno della Banca di Piacenza, della Fondazione di Piacenza e Vigevano, di Assindustria e di altri sponsor pubblici e privati, ha promosso le opere relative al restauro e alla messa a norma del palazzo, agli allestimenti di nuove sezioni e al restyling dei primi allestimenti.

Si sta attualmente lavorando all’allestimento della Sezione Romana nei sotterranei protofarnesiani e farnesiani, che verrà approntata agli inizi del 2020.

Le date significative

1988 Museo del Risorgimento e Museo civico – Allestimento
1990 Museo delle Carrozze – Allestimento
1997 Pinacoteca – Allestimento
1998 Ampliamento del Museo delle carrozze
1999 Museo Archeologico – Allestimento prima sezione (Paleolitico e Neolitico)
2001 Fegato di Piacenza – Allestimento
2003 Museo archeologico – Allestimento seconda sezione (età dei Metalli)
2004 Nuovo allestimento dipinto di S.Botticelli e Sezione Storica del palazzo con modello ligneo
2008 Allestimento collezione di dipinti Rizzi-Vaccari
2009 Museo Archeologico Allestimento (Sezione di pre-protostoria)
2011 Restyling allestimento del Museo del Risorgimento
2012 Restyling allestimento Museo delle Carrozze
2014 Antiquarium Allestimento
2015 Fegato di Piacenza – Restyling allestimento

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