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Pensioni, a Piacenza l’assegno mensile delle donne è più “leggero” di 737 euro

Pensioni e quota 100, è uno dei temi che tiene più banco nel dibattito legato alla Legge di Stabilità e alle promesse fatte dal Governo Conte. Una misura – che se venisse approvata – avvantaggerebbe soprattutto gli uomini.

Come sottolinea “IlSole24Ore“, già oggi c’è un problema di genere nei trattamenti previdenziali. Una sorta di gender gap pensionistico, di differenza tra quanto incassano gli uomini e quanto le donne.

A Piacenza il trattamento pensionistico annuo medio per gli uomini è di 20mila 661,28 euro lordi, mentre quello delle donne arriva soltanto a 11mila 807,02 euro lordi.

Un divario che quantificato su base mensile è di 737,85 euro. La nostra provincia è quella della Regione Emilia Romagna con un gap maggiore tra pensionati e pensionate (vedi mappa sotto).

Per arrivare a questa rappresentazione, Infodata ha estratto dai numeri dell’Istat quelli relativi all’importo lordo annuale medio percepito dai pensionati su base provinciale.

A quel punto è stata sottratta  la cifra incassata dalle donne a quella degli uomini: non esiste infatti in Italia una provincia nella quale le donne percepiscano una pensione media superiore a quella degli uomini.

Dividendo la cifra ottenuta per i 12 mesi dell’anno, si è ottenuto una sorta di gender gap mensile.

A livello nazionale, la differenza è pari 675,43 euro mensili. I territori colorati di arancione nella mappa sono quelli nei quali il gender gap supera questa cifra. Quelli invece dipinti di azzurro indicano invece una differenza inferiore rispetto al dato medio. Ma, vale la pena ribadirlo, anche in queste zone l’importo medio lordo mensile delle pensioni percepite dagli uomini supera quello incassato dalle donne.

La differenza più grande si registra a Lecco, dove il gender gap mensile è di 918 euro. Seguono La Spezia e Genova, rispettivamente con 887 e 880 euro. Ma più in generale è nelle regioni del Nord che si concentrano differenze di genere nel trattamento pensionistico superiori alla media nazionale. La situazione più omogenea si registra ad Enna, dove il divario è di “appena” 207 euro.

Il gender gap nel trattamento pensionistico è con ogni probabilità una diretta conseguenza di quello che si registra nel mondo del lavoro. Dove, sempre secondo Istat, nel 2015 le donne guadagnavano il 12,2% in meno rispetto ai colleghi maschi.

Sul tema delle pensioni, però, incide anche un elemento legato al mercato del lavoro. Dovuto al fatto che storicamente in Italia il tasso di occupazione maschile è decisamente più alto di quello femminile.

A settembre, ad esempio, il 69,78% degli uomini tra 15 e 64 anni era occupato, contro il 49,62% delle donne. E questo, al netto della manovra, finisce per incidere anche sugli importi medi dei trattamenti pensionistici.

(nella foto un corso per pensionati)

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