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Blitz antiterrorismo, uno degli indagati viveva a Piacenza

Operazione antiterrorismo, perquisizione della polizia nella notte anche a Piacenza.

Un intervento che che si inserisce nell’ambito di un’indagine diretta dalla Dda de L’Aquila con il coordinamento della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo e che ha portato all’arresto a Milano di un “lupo solitario”, ritenuto organico dell’Isis.

In manette è finito un egiziano di 22 anni bloccato dagli uomini del Nocs della notte del 21 novembre. Il provvedimento di custodia cautelare è stato emesso dal Gip de L’Aquila, città da dove è partita l’inchiesta; l’accusa ipotizzata nei suoi confronti è di associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione e apologia del terrorismo)

Oltre al blitz nel capoluogo lombardo sono scattate contemporaneamente diverse perquisizioni; una di queste è stata eseguita a Piacenza, nella residenza cittadina di un 23enne egiziano, secondo gli investigatori in contatto con il “lupo solitario”.

Il giovane, così come un 21enne egiziano residente a Teramo (al quale è stato notificato un ordine di espulsione in quanto pericoloso per la sicurezza dello Stato)  è indagato per il reato di terrorismo internazionale. Lo straniero non si trova attualmente a Piacenza, ma all’estero, e sono in corso le ricerche per la sua individuazione.

Operazione antiterrorismo

L’attività investigativa, iniziata nel dicembre 2017 , si è concentrata su questo ristretto gruppo di cittadini egiziani (in cui il 22enne finito agli arresti è considerato la figura carismatica) secondo le forze dell’ordine fortemente radicalizzati e con dichiarati sentimenti di odio nei confronti dell’occidente.

Per quanto concerne il quadro indiziario raccolto dalle forze dell’ordine nei confronti dei due cittadini egiziani ora indagati, questo fa riferimento a una “marcata impronta antioccidentale”, ad una “particolare attrazione verso lo Stato Islamico e verso la jihad“.

Dalla campagna di odio nei confronti dell’occidente, dall’ascolto di audio di Imam radicali, anti occidentali e favorevoli alla jihad e al martirio per Allah, ma soprattutto dalla visione di video rappresentanti attentati suicidi, altri con scene di sgozzamento e sepoltura in fosse comuni; video relativi all’utilizzo di mitragliatrici da guerra e del kalashinkov, nonché dalla visione di video relativi alle tecniche di disarmo da attacco con coltello e con pistola.

Sono  ancora in corso numerose perquisizioni informatiche domiciliari e personali in Abruzzo, Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte con il relativo sequestro di materiale informatico, dal cui esame, attualmente in corso da parte degli specialisti della Polizia Postale, non si escludono ulteriori sviluppi investigativi.

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