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Il protocollo contro il disagio giovanile, il prefetto: “Responsabilità e coinvolgimento”

“Non vogliamo individuare colpevoli, ma vogliamo trovare soluzioni”.

Il prefetto di Piacenza Maurizio Falco presenta così il protocollo d’intesa per la prevenzione del disagio giovanile siglato al Palazzo del Governo di via San Giovanni.

Un’intesa che mette in rete istituzioni e associazioni del territorio: prefettura, Comune e Provincia di Piacenza, ufficio scolastico provinciale, consulta degli studenti, Ausl di Piacenza, associazione italiana genitori sedi di Carpaneto e Fiorenzuola, movimento Moige, associazione genitori Piacenza 4 e Teatro Gioco Vita, in qualità di partner organizzativo.

Tra i primi progetti messi in campo dal protocollo figura ‘Bullismo – web side story’, tre appuntamenti organizzati appunto con il supporto di Teatro Gioco Vita.

Si inizia mercoledì 14 novembre, con ‘Giovani e disagio’, percorso itinerante aperto a studenti, insegnanti e genitori, al teatro Gioia alle 11.

Michel Bernardoni, in arte MEiD, autore del video ‘A testa bassa’ incontra gli studenti ai Filodrammatici (26 novembre e 20 dicembre).

Si chiude con lo spettacolo ‘I bulli siamo noi’, ai Filodrammatici il 4 e il 5 dicembre.

Il protocollo inoltre prevede l’istituzione di un gruppo di lavoro per la prevenzione e il contrasto del disagio giovanile, a supporto e integrazione di attività già presenti sul territorio.

In particolare modo l’attenzione si concentrerà su campagne mirate a promuovere corretti stili di vita, progetti scientifici per diffondere la conoscenza sui rischi derivanti dall’abuso di sostanze, progetti di laboratorio teatrale che consentano ai giovani di poter esprimere le proprie emozioni anche attraverso la rappresentazione scenica, oltre ad azioni informative e formative rivolte a docenti e genitori.

Protocollo in Prefettura contro il disagio giovanile

“Era una promessa fatta da tempo – ha ricordato il prefetto Falco – perchè il problema del disagio lo avevamo avvertito sin dal mio arrivo a Piacenza, poi la situazione ha preso uno sviluppo molto preoccupante.

Non abbiamo voluto lasciare sorda la risposta delle istituzioni a suicidi, atti di autolesionismo fino alle ultime vicende forse riprese in maniera un po’ troppo enfatica dai media e che comunque meritano la nostra attenzione.

Il protocollo che vuole partire – ha sottolineato – dalle tante iniziative positive fatte a Piacenza, e ci siamo posti il tema se dovesse cambiare il metodo e l’approccio nei confronti dei più giovani.

Vogliamo rendere i ragazzi e i genitori protagonisti di una nuova narrazione, attraverso ad esempio il coinvolgimento a teatro una possibile soluzione a problemi che a volte ci troviamo ad affrontare.

Ci è capitato anche di fare i conti con ragazzini di 12-13 anni in coma etilico all’ospedale, non possiamo restare indifferenti a questo.

Si tratta di un cantiere aperto che vuole proporre responsabilizzazione, mettiamo in luce i campioni della generosità piacentina ma anche tante cose buone che vengono fatte dalle associazioni.

Continueremo ad andare nelle scuole con le forze di polizia con la consapevolezza che si è abbassata l’età di riferimento, dobbiamo parlare anche a ragazzini di 12 e 13 anni, fatto inimmaginabile fino a qualche anno fa”.

 

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