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Qualità dell’acqua sotto i riflettori, incontro in Cattolica

Saranno i dati di monitoraggio dei pesticidi e dei nitrati nelle falde acquifere i protagonisti del workshop tematico WaterProtect, organizzato dai tre partner italiani del progetto di ricerca internazionale – Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, ARPAE e Associazione PiaceCiboSano – presso la Residenza Gasparini dell’Università Cattolica il prossimo 12 novembre dalle 8 e 30 in poi.

I risultati dimostrano che gli interventi dei viticoltori necessari a ridurre gli impatti della viticoltura sulle acque potabili sono essenziali ed urgenti.

Durante l’incontro la realtà del territorio valtidonese sarà messa a confronto con altre due realtà territoriali Europe, il bacino del Bollaertbeek in Belgio e la parte bassa del bacino del Fiume Llobregat in Spagna. Un confronto che permetterà agli stakeholder locali e internazionali presenti durante la tavola rotonda di lavorare insieme per trovare le soluzioni migliori per un’acqua di buona qualità. Di seguito il programma della giornata.

Il report sulla qualità delle acque nell’Unione Europea, pubblicato quest’anno dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA), mostra un leggero miglioramento dello stato ecologico e chimico delle acque superficiali e sotterranee nei 27 paesi dell’Unione, sottolineando la relativa efficienza delle politiche europee volte alla tutela e al ripristino della qualità delle risorse idriche europee.

Tuttavia lo stato chimico delle acque sotterranee rimane scarso a causa della presenza dei nitrati e dei prodotti fitosanitari utilizzati in agricoltura. Infatti, il 16% delle acque sotterranee europee non supera lo standard ambientale relativo alla presenza dei nitrati e il 6,5% ha una concentrazione di prodotti fitosanitari superiore al limite di 0.1 μg L-1.

Per comprendere quanto la viticoltura influenzi la qualità delle acque è nato il progetto europeo H2020 WaterProtect, che si propone, in collaborazione con il programma VIVA, di analizzare le problematiche relative alla bassa efficienza delle politiche comunitarie e delle loro trasposizioni nazionali con l’obiettivo di contribuire all’attuazione di misure di mitigazione e migliori pratiche di gestione, volte alla tutelala e al ripristino della qualità delle risorse idriche nelle aree con attività agricola intensiva.

Le attività di ricerca condotte nell’ambito del progetto si svolgono nella Val Tidone dove la Cooperativa Vicobarone s’impegna in pratiche di sostenibilità. Sono coinvolte 175 proprietà aziendali, il 39% del totale delle aziende presenti sul territorio; gli agricoltori si stanno adeguando a realizzare misure di mitigazione e migliori pratiche di gestione per minimizzare le vie di contaminazione diffusa delle risorse idriche, mentre con riferimento alla contaminazione puntiforme, nuove pratiche di gestione sono in corso di studio insieme alle autorità regionali.

I viticoltori della Val Tidone sono, da tempo, impegnati a migliorare le proprie prestazioni di sostenibilità, come ad esempio la Cantina Sociale Vicobarone, cui 97 soci sono direttamente coinvolti nell’attività WaterProtect, che aderisce al programma VIVA ” La Sostenibilità nelle vitivinicoltura in Italia”, dal 2014 e ha ottenuto la certificazione di sostenibilità nel 2016 con l’obiettivo di fare da volano per l’intero territorio della valle.

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