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Sì alla buona dieta mediterranea: “Ma affiancarla a corretti stili di vita”

“Gli uomini mangiano, gli animali si nutrono”.

Questo il filo conduttore dell’incontro su “La buona dieta mediterranea: fra falsi miti e realtà” organizzato da Alsaf (Associazione laureati in scienze Agrarie e Forestali) in collaborazione con il Campus Agroalimentare Raineri – Marcora e svoltosi nell’Aula Magna il 17 novembre scorso alla presenza di un pubblico attento e qualificato.

La dieta non solo come fatto alimentare ma anche culturale, come ha evidenziato Filippo Rossi nel suo intervento, facendo riferimento al Mediterraneo come punto di unificazione di tante civiltà e di tanti prodotti, dell’agricoltura e degli allevamenti che ne caratterizzano una sua unicità.

Quantitativi, specificità di pasta, carni, frutta dolci danno una specifica impronta legata a questo particolare tipo di dieta, oggi orientata anche secondo il valore nutritivo e le esigenze dei consumatori, tanto che oggi sappiamo cosa e quanto mangiare di ogni tipo di alimento, senza eccedere e limitarne l’assunzione, che deve corrispondere alle esigenze dell’individuo e apportare all’uomo benessere e salute, anche mentale.

I pregi e i limiti degli alimenti di origine vegetale che sono alla base della piramide della dieta mediterranea, con auspicabili 400-600 grammi al giorno, sono stati illustrati da Monica Maj. Però una dieta unicamente vegetale non corrisponderebbe alle esigenze dell’uomo, un tempo cacciatore ed oggi omnivoro.

La Dottoressa Maj ha bene evidenziato rischi e malanni delle diete che ricorrendo solo ai vegetali riducono o escludono prodotti o derivati del mondo animale. La fibra presente nei vegetali e le proteine del mondo animale sono indispensabili per una equilibrata alimentazione dell’uomo.

La fibra dei vegetali e dei cereali previene varie patologie dell’apparato digerente e non deve mancare nella alimentazione quotidiana affiancata dalla presenza frutti di stagione consumati secondo la gamma dei loro colori indice dell’epoca di maturazione.

Carne e suoi derivati, latte, formaggi sono stati gli argomenti del tema “Pregi e limiti degli alimenti di origine animale” svolto da Andrea Foppiani che ne ha evidenziato le particolari caratteristiche e l’importanza di ciascuno.

Gli alimenti di origine animale devono comparire nella dieta giornaliera, senza eccessi e senza prescrizioni negative, ma per assicurare all’organismo umano quell’apporto indispensabile di proteine, vitamine, fattori di crescita presenti solo nei prodotti animali e loro derivati.

La buona dieta mediterranea non fa differenza sull’uso delle carni bianche, o carni rosse: le carni, con un punto in più per le bianche nella dose di 100 – 150 gr. almeno dovrebbero comparire nella dieta giornaliera, 2 volte la settimana senza dimenticare le carni di pesce per il loro contenuto in omega 6 liberi. Anche le uova, una/due volte la settimana senza eccedere, possono essere presenti.

Sul tema “Dieta mediterranea e tumore al seno, una esperienza piacentina” sono intervenute le dottoresse Camilla Di Nunzio e Claudia Biasini del progetto Seta dell’Ospedale G. da Saliceto di Piacenza. Di Nunzio si è soffermata sui fattori concorrenti all’assunzione del cibo nell’uomo, durante il ciclo di vita e a livello di condizioni sociali, tanto che il modo di alimentarsi diviene anche uno strumento di affermazione di vita e di personalità.

Biasini, oncologa del progetto SETA di Piacenza si è fatta portavoce dell’importanza della dieta mediterranea equilibrata, quale strumento efficace che, insieme ad un corretto stile di vita e altri accorgimenti pratici, attività fisica, sport, no alcol, come ha evidenziato Mara Negrati dell’AUSL prevengono la malattia e contribuiscono in fase curativa, al miglioramento dello stato sanitario del paziente.

A conclusione dei lavori Giuseppe Bertoni ha ribadito il valore della dieta mediterranea, contraddistinta dal rapporto equilibrato di tutte le componenti nutrizionali animali e vegetali che è alla base di una sana e corretta alimentazione.

All’apertura dei lavori del Convegno, presieduto dal Professore Erminio Trevisi dell’Ucsc di Piacenza avevano fatto seguito le espressioni di saluto e di compiacimento della Preside Teresa Andena e del Presidente ALSAF Giuseppe Bertoni.

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